Il dialogo ebraico-cristiano oggi

Venerdì 8 Aprile, alle ore 19.30, presso il salone del Vescovado a Ragusa, si è tenuto il primo dei due appuntamenti all’interno della rassegna “Giornate del dialogo” promossa dalla Cattedra di “Dialogo tra le culture”, dall’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Ragusa e dal Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus”, in collaborazione con l’Istituto Teologico Ibleo e l’Ufficio Ecumenismo e Dialogo della Diocesi di Ragusa.

 

 

Curatrice dell’incontro è stata la prof.ssa Elena Lea Bartolini, docente di Giudaismo presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e l’Università Cattolica di Milano, che ha relazionato sul tema “Il dialogo ebraico cristiano oggi, a 50 anni dalla Nostra Aetate”.

 

La riscoperta delle radici ebraiche del cristianesimo e la rimessa in discussione della “teologia della sostituzione” ha prodotto una vera e propria svolta epocale nelle Chiese cristiane. Tale processo, iniziato a Seelisberg nel 1947 e culminato nella Chiesa cattolica con la Dichiarazione conciliare “Nostra aetate” al punto 4, ha permesso a cristiani ed ebrei di riavvicinarsi e reincontrarsi cercando di superare i pregiudizi e gli stereotipi che hanno segnato quasi duemila anni di allontanamento. Oggi, a cinquant’anni da quell’evento, abbiamo provato a fare un bilancio del cammino che, fra luci ed ombre, ha positivamente caratterizzato la teologia postconciliare, grazie al messaggio sigillato nel Concilio Vaticano II e impresso definitivamente con la pubblicazione della “Nostra aetate” il 28 ottobre 1965.

Il pianto della Madonna

In occasione della preparazione alla Santa Pasqua, l’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Ragusa, ha patrocinato un incontro tra spiritualità e cultura dedicato al “Pianto della Madonna” di Iacopone da Todi, tenuto nel pomeriggio di lunedì 18 marzo, presso la Sala “Massimiliano Kolbe” di Comiso (via degli Studi, 56).

 

 

L’evento è stato organizzato dal Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus” e dal Santuario “S. Francesco all’Immacolata” di Comiso; a relazionare è stata la professoressa e critica letteraria Laura Andronaco.

 

L’opera “Il pianto della Madonna”, scritta dal francescano Iacopone da Todi, e risalente al periodo medievale, dunque agli albori della letteratura italiana, può essere considerata l’antenata della sacra rappresentazione. Essa appartiene, infatti, a quel genere denominato “lauda drammatica”, tipica del Trecento.

 

Maria, principale protagonista di questo racconto, esprime il proprio dolore, estremamente umano, di una madre nei confronti del figlio, ma anche di donna, che perde il suo punto di riferimento. Al culmine del dolore, Maria esterna tutta la sua afflizione attraverso un’invocazione, sfogandosi delle sue angosce, dopo aver ascoltato il figlio morente in croce. Il lamento straziante della Madonna si tramuta in un coraggioso atto di fede quando riconosce il proprio figlio come Dio.

 

La professoressa Andronaco, con il suo consueto stile, sobrio ed elegante, ha accompagnato i partecipanti della conferenza in un viaggio intensissimo al confine tra letteratura e spiritualità.
La proiezione di alcuni dei più grandi capolavori d’arte riguardanti il tema della serata è stata curata dal Centro Studi Spiritualità e Cultura “Calicantus”.

Festa della donna – evoluzione ed involuzione

Mercoledì 7 marzo, presso la sala S. Massimiliano Kolbe del Santuario dell’Immacolata di Comiso, un numeroso pubblico ha partecipato alla conferenza “8 Marzo: Festa della donna – evoluzione ed involuzione”.

 

 

I lavori sono stati introdotti da padre Biagio Aprile, Rettore del Santuario e Direttore dell’Ufficio Diocesano per la Cultura, il quale, dopo un breve saluto, ha sottolineato l’importanza della festa, momento significativo per celebrare la dignità della donna. Dio ha posto accanto all’uomo questa creatura, come completamento e aiuto, e con il suo sguardo paterno si prende cura dell’uomo, attraverso la donna. P. Biagio ha evidenziato come le relatrici, nel corso della serata, avrebbero accompagnato i presenti a riscoprire i valori più grandi e più belli della donna, a mettere in luce tutti i significati e gli aspetti della figura femminile che, nel corso della storia, spesso, sono stati sottovalutati.

 

Un cammino di crescita, per ripensare il valore culturale dell’essere-donna: la cultura è un momento fondante che nutre la persona e la conduce verso una realtà “alta” che, per noi, è la realtà di Dio. A seguire, è intervenuto il Dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente dell’Associazione Calicantus: ha sottolineato che per l’Associazione collaborare alla realizzazione dell’iniziativa è stata occasione propizia per coniugare cultura e spiritualità; vista in questa ottica, la cultura è sempre un momento formativo e, in questo nostro tempo di assenza di valori e di formazione, promuoverla consente di irrobustire, rinvigorire una società che appare sempre più fragile; una cultura senza un’anima sarebbe soltanto “salotto”.

 

Nell’intervento si coglie come l’uomo e la donna siano un mistero grande, nonostante entrambi creature finite, limitate nella loro contingenza. La cultura non è in grado di cogliere tutto ciò senza l’approfondimento spirituale. Il Dott. Di Mauro ricorda come nei giorni nostri, caratterizzati dall’incontro tra culture diverse (un campo dove l’Associazione si impegna e si spende), è molto importante il momento dell’identità: oggi stiamo smarrendo quella che è la nostra identità occidentale e, quindi, l’identità cristiana sulla quale si fonda la nostra società, anche se, a volte, questi valori che noi stiamo perdendo vengono travisati. Questo evento è, appunto, occasione per ripensare tali valori , ribadirli, riappropriarcene e metterli in campo nella nostra vita.

 

L’incontro ha visto poi i due momenti importanti: l’intervento della prof.ssa Antonietta Iurato Floridia che ha introdotto l’argomento della serata precisando che l’8 marzo non è una festa ma la Giornata Internazionale della Donna, il ricordo commemore di un tragico avvenimento in cui sono morte delle donne per la conquista di questi diritti di cui oggi noi tutte godiamo. Sono stati tanti gli avvenimenti che, dall’inizio del Novecento, hanno portato alla lotta per la rivendicazione dei diritti delle donne; questa giornata, ha precisato la relatrice, fu istituita, durante la seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, svoltasi a Copenaghen nell’agosto del 1910 per rivendicare tali diritti.

 

Oggi questa importante ricorrenza ha perso un po’ il suo significato iniziale: mentre ci sono organizzazioni femminili che continuano a sensibilizzare l’opinione pubblica sui problemi di varia natura che riguardano il mondo femminile, molte donne considerano questa giornata come l’occasione per uscire da sole con le amiche, lasciando mariti, compagni e figli a casa. La relatrice ha tratteggiato infine, in termini culturali, l’evoluzione della figura femminile nella nostra cultura occidentale: dalla tradizione greca a quella cristiana, fino alla società moderna, per riscoprirla nella sua identità più profonda ed autentica.

 

Il secondo momento è stato tenuto dalla Dott.ssa Concetta Scribano, che ha illustrato il contributo del cristianesimo nella scoperta della vera identità della donna. La dott.ssa Scribano ha descritto uno stile di vita femminile rappresentato da quelle donne che hanno trovato in Cristo il modello primo e ultimo della loro umanità; in particolare, ha presentato la figura di Angela Melici: una donna del 500’, appartenente alla famiglia francescana e che per stile, modo di vivere e di interpretare la realtà, può essere considerata una donna del 900’ perché, come affermato dalla relatrice, la donna ha qualità e virtù innate che sono connaturate al suo essere. Le due relatrici, durante la serata, hanno permesso ai presenti di viaggiare nel tempo per conoscere l’itinerario di evoluzione e involuzione della donna.

 

All’iniziativa hanno collaborato l’Associazione Mater Ecclesia, l’Associazione Calicantus, l’Ufficio Diocesano per la Cultura e la Chiesa Madre di Comiso. Al termine della conferenza i presenti hanno condiviso un rinfresco nel chiostro del convento.

Sguardi sull’Islȃm

Il centro servizi culturali di Comiso è stata sede dell’importante conferenza “Sguardi sull’Islȃm”, per una conoscenza più profonda della cultura araba e della vita dei migranti, che ha avuto luogo giorno 11 gennaio 2012, alle ore 19.00.

 

 

Introduce i lavori il direttore dell’Ufficio diocesano per la Cultura, padre Biagio Aprile, il quale sottolinea che comprendere il mondo culturale e religioso dal quale provengono i tanti immigrati presenti nel nostro territorio, costituisce un servizio da rendere alla società per abbattere i numerosi pregiudizi presenti, talora occulti e per gettare le fondamenta per la costruzione di ponti di convivenza pacifica e per creare legami stabili e duraturi.

 

A presentare il mondo islamico sia dal punto di vista culturale che religioso è stato il prof. Abderrazak Sayadi dell’Università di Tunisi. Il relatore Il prof. Sayadi ha esposto gli elementi essenziali dell’Islâm; in particolare, si è soffermato su due aspetti dell’Islâm: la pratica culturale e le fede interiore, islâm e îmân. L’amore per l’Unico, îmân, è puro, capace di render felice gli uomini; l’amore per il prossimo, islâm, è ricerca della giustizia, affermazione della solidarietà. Mentre l’îmân permane nella sua essenza attraverso il tempo, l’islâm ammette più variabili nelle sue forme storiche.

 

L’iniziativa promossa dal Lions Club di Comiso e dal Centro Studi di Spiritualità e Cultura Calicantus in collaborazione con la Cattedra “Dialogo tra le culture” di Ragusa e l’Ufficio Diocesano per la Cultura.