L’intercultura attraverso l’Arte.

In occasione della seconda tappa della mostra Migrantes che ha avuto sede a Comiso abbiamo pensato di invitare a questo evento le ragazze nigeriane che la mattina occupano i nostri locali per imparare la lingua e la cultura italiana.
È stato un momento molto forte e significativo sia per noi perché guardando i loro volti mentre osservavano con molta attenzione ciò che era rappresentato nei quadri si percepiva un senso di tristezza e di identificazione in particolare con il video che raccoglie tutte le testimonianze dirette di migranti e di persone che hanno istaurato una relazione ricca di valori come la fiducia, la speranza, l’amicizia e la generosità facendo cadere giù in questo modo tutti i pregiudizi e le categorizzazioni sociali che molto spesso si creano e si fanno strada nelle menti di moltissimi uomini, e sia per loro perché è stato un modo per dimostrargli quanto la nostra realtà sia vicina alla loro poiché tutti i popoli del mondo sono stati o potrebbero essere un giorno migranti.
È stato un momento molto toccante e di condivisione per tutti i presenti perché ci si è resi veramente conto di quanto profondo e di buono ci sia nei cuori di ognuno di loro.

Installazione artistica “Con-pianto” di Salvo Barone

Inaugurata, giovedì 16 marzo, alle ore 19.00, presso l’incantevole cripta del Santuario dell’Immacolata di Comiso, l’installazione artistica “Con-pianto” di Salvo Barone.

 

Essa prende vita dal ritrovamento, presso i magazzini del Liceo Artistico di Comiso, di un “Cristo deposto”, in canna e gesso, che ha rispolverato nell’artista comisano toccanti ricordi della sua gioventù. Durante i suoi studi emiliani, passava spesso per la chiesa di Santa Maria della Vita a Bologna perché estasiato dalla piccola sacra rappresentazione di Niccolò dell´Arca ( XV secolo ), il Compianto, realizzato in ceramica policroma e osservava in silenzio il pianto delle donne per il Cristo morto.

 

Il “Cristo deposto”, spezzato in ben cinque parti, è stato restaurato dal prof. Angelo Ricci e dai suoi alunni, e consegnato a Salvo Barone. L´artista, ricordando il ” Compianto ” di Niccolò dell´Arca, ha pensato a delle immagini di donne e di San Giovanni, da affiancare, alla figura del Cristo deposto: sono stati creati, quindi, dei grandi acquerelli, a tinte forti, per rendere il dramma della morte del Signore. Il tutto ha dato luogo ad una istallazione, che ha coniugato scultura, pittura, musica e canto.

 

Alla realizzazione dell’installazione è intervenuta Veronica Racito, che accompagnata dal marito alla chitarra, ha rispolverato canti della tradizione contadina raccolti da Serafino Amabile Guastella, il noto etnologo chiaramontano, sui vari momenti dell´anno liturgico, dal Natale alla Pasqua e alla Resurrezione.

 

All’inaugurazione, curata minuziosamente dal dott. Giuseppe Di Mauro, Presidente dell’Associazione Calicantus, sono stati presenti il Sindaco di Comiso Filippo Spataro, la Dirigente Maria Giovanna Lauretta del Liceo Artistico Carducci di Comiso, il Vicario foraneo di Comiso padre Salvatore Bertino e padre Biagio Aprile, Rettore del Santuario e Direttore dell’Ufficio per la Cultura, che ha introdotto il “tema del sacro” con una lettura teologica della deposizione di Cristo dalla croce e del pianto delle donne. Ha moderato l’incontro la prof.ssa Maria Rita Schembari, docente di lettere al liceo classico “G. Carducci” di Comiso.

 

L’installazione, organizzata dall’Ufficio Diocesano per la Cultura, è stata realizzata in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus”, l’Istituto Superiore “G. Carducci”, sezione artistica, di Comiso.

L’Immacolata, mistero di grazia e di libertà

Il 6 dicembre 2011, è stata inaugurata, presso il Santuario dell’Immacolata di Comiso, la mostra d’arte «L’Immacolata, mistero di grazia e di libertà. Itinerario iconografico tra storia, teologia, arte e devozione popolare», organizzata dall’Ufficio Diocesano per la Cultura, la Soprintendenza BB.CC.AA. di Ragusa e il Centro Studi di Spiritualità e Cultura «Calicantus».

 

All’inaugurazione hanno portato i saluti p. Biagio Aprile, rettore del Santuario, Alessandro Ferrara, soprintendente BB.CC.AA., Giuseppe Di Mauro, presidente dell’Associazione Calicantus, Giuseppe Alfano, sindaco di Comiso; sono intervenuti don Salvatore Burrafato, esperto d’arte della Diocesi di Ragusa e Salvina Fiorilla (BB.CC.AA.). Ha moderato l’incontro Don Giuseppe Antoci, direttore dell’ufficio diocesano dei beni culturali.

 

Volta a valorizzare il patrimonio artistico della provincia di Ragusa, la mostra propone un itinerario di intensa spiritualità, a partire dal mistero tanto grande e al contempo così vicino alla religiosità popolare quale è l’Immacolata Concezione di Maria. Come afferma S.E. Mons. Paolo Urso, vescovo di Ragusa, “in giorni come i nostri, in cui la frenesia delle attività e il rumore interiore ed esteriore poco o nulla lasciano alla sete dell’anima, la possibilità di meditare su un siffatto mistero può davvero aiutare a ritrovare il senso nascosto delle cose, delle esperienze, degli incontri, nonché il forte richiamo alla libertà, in quell’intreccio – che sfiora a tratti il paradosso – tra la volontà divina e l’iniziativa umana. L’arte, in questo, è sempre un canale privilegiato per aprire il cuore umano alla contemplazione dei segreti divini, ed anche la nostra Diocesi conserva tesori che vale sempre la pena riscoprire e valorizzare”.

 

Locandina 6dic2011 mostraNon solo arte, dunque, ma anche spiritualità e devozione; ed, inoltre, storia significativa di un dogma che si è fatto espressione di un’esperienza di fede già presente nel popolo, traboccante – in ultimo – nel mistero universale dell’amore e della libertà. «La verità dell’Immacolata Concezione esprime a suo modo – afferma S.E. Mons. Staglianò, vescovo di Noto, della cui diocesi diverse opere d’arte sono state riprese – la verità cristiana della rivelazione ultima e definitiva di Dio, che si compendia nell’espressione giovannea: Dio è amore (1 Gv 4,8)».