Prima rassegna teatrale ad opera dei bambini

Nella giornata di giovedi 04 gennaio i bambini dell’Associazione Calicantus di Comiso hanno debuttato con una recita natalizia sul tema ” Maria incontra Maryam – Un ponte che unisce le culture”.

Un’occasione favorevole ad unire le varie culture dei bambini e delle loro famiglie in tematiche importanti quali quelle che il natale ci offre; L’Amore, la Pace e la Fratellanza tra i popoli.

Nell’occasione è stato invitato l’Imam della Moschea di Comiso, il Sig. Amid  che, con grande disponibilità ha accettato di vivere con noi questo momento, ed ha approfondito le citazioni coraniche su Maria offrendo un punto di vista “altro” ma sorprendentemente convergente con quello cristiano su molti aspetti.

Oltre alla esibizione teatrale i bambini sono stati molto bravi nell’esecuzione di alcuni brani musicali prettamente natalizi come: Girotondo della pace, Gioia nel vento, Lo scriverò nel vento i quali approfondiscono alcune tematiche dell’amicizia e di un mondo privo di guerre in cui sentirci in pace.

Un  lavoro che è stato preceduto da un’intensa preparazione in cui volontari e ragazzi del servizio civile nazionale hanno cercato di far uscire da ogni bambino il meglio di sé.

Dal Corano — Sura 19:16-21

 16 Ricorda Maria nel Libro, quando si allontanò dalla sua famiglia, in un luogo ad oriente. 17 Tese una cortina tra sé e gli altri. Le inviammo il Nostro Spirito, che assunse le sembianze di un uomo perfetto. 18 Disse [Maria]: «Mi rifugio contro di te presso il Compassionevole, se sei [di Lui] timorato!». 19 Rispose: «Non sono altro che un messaggero del tuo Signore, per darti un figlio puro». 20 Disse: «Come potrei avere un figlio, ché mai un uomo mi ha toccata e non sono certo una libertina?». 21 Rispose:«È così. Il tuo Signore ha detto: ” Ciò è facile per Me. Faremo di lui un segno per le genti e una misericordia da parte Nostra. È cosa stabilita”».

Dal Vangelo Luca 1: 26-31; 34-35.

26 Nel sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria.28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù.34 Allora Maria disse all’angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo».35 Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio.

20180104_193703 IMG-20180104-WA0022 20180104_193629

PERCORSO CINEMATOGRAFICO “EUCARESTIA, MATRIMONIO E FAMIGLIA” (2015 – 2016)

In relazione alla crescente sensibilità verso i temi della famiglia, come attestano anche i due Sinodi convocati dalla Chiesa Cattolica, l’Ufficio diocesano per la cultura, in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura Calicantus e la Cattedra di dialogo tra le culture, intende proporre inediti e suggestivi percorsi di riflessione verso un nuovo umanesimo.
Un percorso cinematografico suddiviso in 6 tappe, che attenziona, principalmente, le relazioni umane e la ricerca di identità, esplorando la dimensione affettiva, sociale, interiore, morale e trascendente, al fine di suscitare confronti e di creare occasioni di condivisione, promuovendo nuovi possibili stili di vita, all’insegna di una ecologia integrale.
L’iniziativa costituisce, altresì, un momento importante in cui giovani, famiglie, religiosi, insegnanti, artisti, operatori del terziario, etc. possono ritrovarsi per riflettere insieme su temi di vitale importanza.

I films in calendario
Lunedì 16 novembre, Cinema Lumière – Ragusa, ore 19.30
LE DUE VIE DEL DESTINO – the railway manQuad_AW_The-Railway-Man1
Di Jonathan Teplitzky (Australia/Gran Bretagna 2013, Drammatico – 116 min)
Tratto da una storia vera, un film sul peso della memoria e sul valore della dignità, sulla forza e la difficoltà del perdono, sull’inutilità del male che divora gli uomini, illudendoli che ci possano essere vincitori quando, in realtà, ognuno ne esce sconfitto. Un’opera che offre una parola – “misericordia” – sia ai morti che ai superstiti, di ogni epoca. Ma che sa anche cercare la fonte di tale parola al cuore di una intensa relazione di coppia.
Interventi: don Roberto Asta (Vicario foraneo di Ragusa)
Prof.ssa Beatrice Lauretta (Dirigente scolastico della Direzione didattica “Paolo Vetri” di Ragusa)
Moderatrice: Prof.ssa Agata Pisana (Ufficio pastorale familiare)

Lunedì 23 novembre, Cinema Lumière – Ragusa, ore 19.30
IO STO CON LA SPOSA
Di Gabriele Del Grande, Antonio Augugliardo, Khaled Soliman Al Nassiry
(Italia/Palestina 2014, documentario – durata 89 min)
Un poeta palestinese siriano e un giornalista italiano incontrano a Milano cinque palestinesi e siriani sbarcati a Lampedusa in fuga dalla guerra, e decidono di aiutarli a proseguire il loro viaggio clandestino verso la Svezia. Per evitare di essere arrestati come contrabbandieri, però, decidono di mettere in scena un finto matrimonio coinvolgendo un’amica palestinese che si travestirà da sposa, e una decina di amici italiani e siriani che si travestiranno da invitati. Così mascherati, attraverseranno mezza Europa (Francia, Lussemburgo, Germania, Norvegia e Svezia), in un viaggio di quattro giorni e tremila chilometri. Un viaggio carico di emozioni che oltre a raccontare le storie e i sogni dei cinque palestinesi e siriani in fuga e dei loro speciali contrabbandieri, mostra un’Europa sconosciuta. Un’Europa transnazionale, solidale e goliardica che riesce a farsi beffa leggi e dei controlli della Fortezza con una mascherata che ha dell’incredibile, ma che altro non è che il racconto in presa diretta dilocandinauna storia realmente accaduta sulla strada da Milano a Stoccolma tra il 14 e il 18 novembre 2013, e costata la galera agli stessi autori del film.
Un viaggio da cui si intravvedono il sogno, il desiderio e l’aspirazione di tanti uomini, di tutti i tempi e di tutte le coordinate geografiche: la formazione di una famiglia, che – nonostante tutti i cambiamenti – resta sempre la cellula delle società, lo spazio delle relazioni significative e nei cui confronti si nutre ancora rispetto.
Interventi: prof.ssa Agata Pisana, che si avvarrà del contributo di due ospiti significativi: la dott.ssa Antonella Pisana, psicologa dirigente ASP Ragusa, e il prof. Mimmo Mandalà, dell’Associazione Genitori di Ragusa.
APPROFONDIMENTI
“Io sto con la sposa” è la fotografia di un’Europa transnazionale e solidale che va oltre le leggi e i controlli. È l’altra faccia della “Fortezza Europa” che alza i suoi ponti levatoi. Non a caso, uno dei registi è Gabriele Del Grande, giornalista e blogger di Fortress Europe, il blog multilingue che dal 2006 racconta storie di frontiere attraversate ogni giorno da donne e uomini e disperati alla ricerca di uno scampoli di libertà e dignità. Neanche a farlo apposta, il film è uscito a pochi giorni di distanza dall’annuncio che presto l’operazione militare e umanitaria nel Mar Mediterraneo meridionale “Mare Nostrum”. Lanciata il 18 ottobre 2013 per fronteggiare l’emergenza umanitaria dovuta all’eccezionale afflusso di migranti nello Stretto di Sicilia, sarà sostituita a novembre dall’operazione europea Frontex Plus dell’agenzia UE per il controllo delle frontiere.
Ed è proprio in questo contesto che prende avvio “Io sto con la sposa”: fra i barconi che solcano il Mediterraneo, portando masse di disperati alla ricerca di un mondo migliore. In questa ricerca l’Italia spesso non è altro che una tappa di passaggio verso la destinazione definitiva. Ma spesso diventa il luogo in cui si arenano (o annegano) gli uomini, le donne, i bambini e le speranze.
Lunedì 18 gennaio, Teatro Naselli – Comiso, ore 19.30
AMORE CUCINA E CURRY
Di Lasse Hallström
(India/Emirati Arabi/USA 2014, Commedia drammatica – 122 min)
Dal romanzo di Richard Morais, un film che unisce il fascino orientale con l’eleganza francese. Una storia che trova la sua armonia tra abitudini e culture diverse… soprattutto culinarie, l’una patrimonio di una famiglia dalle salde radici, l’altra espressione di ricercatezza e innovazione, pur nel rispetto della 50772tradizione. Il film, prodotto da Steven Spielberg con il Premio Oscar Helen Mirren, attraverso la metafora della cucina, diventa una convincente lezione di interculturalità.
Interventi: Giuseppe Di Mauro, con il supporto del dott. Carlo Cilia, esperto in cinematografia, avvalendosi del contributo di ospiti significativi, don Enzo Barrano, Vicario foraneo di Comiso, i Dirigenti scolastici della città, e i coniugi Pino e Maria Silvia Petrolito, dell’Ufficio diocesano di pastorale familiare.
Lunedì 1 febbraio – Teatro Naselli – Comiso, ore 19.30
NON SPOSATE LE MIE FIGLIE
di Philippe de Chauveron
(Francia 2014, Commedia – durata 97 min.)
Commedia francese sui matrimoni misti, che gioca sulle diverse identità culturali, sulle differenze, sulle religioni, e naturalmente su razzismo e pregiudizi. Il racconto si muove, con ironia e leggerezza, tra immigrazione e integrazione, tra antisemitismo e globalizzazione, materia di ardente attualità nella società europea attuale, esibendo al contempo cliché e tabù, quasi una sorta di cartina di tornasole alla nostra effettiva capacità di accoglienza dell’alterità.download

Inerventti:
Dott. Carmelo Battaglia (Sociologo)
Rappresentanti del mondo della scuola
Abdelh Amid Jebari (Presidente del Centro culturale islamico di Comiso)
Latifa Ghadhab (Servizio civile nazionale, presso il Santuario Immacolata – Comiso)

Lunedì 15 febbraio, Multisala Golden – Vittoria, ore 19.30
LA FAMIGLIA BELIÈR
Di Eric Lartigau
(Francia 2014, Commedia drammatica – durata 105 min.)
Una commedia raffinata e lieve che aggiorna con note e sorrisi il vecchio tema dell’adolescente alla ricerca di un’identità stabile. Sospeso tra focolare e desiderio di autonomia, il nuovo film di Éric Lartigau ‘riorganizza’ una famiglia esuberante intorno a un’età per sua natura fragile e scostante, ponendo domande laceranti sul dialogo intergenerazionale e sulle dinamiche relazionali interne al nucleo Belierfamiliari, in un costruttivo percorso di crescita per genitori e figli.
Interventi:
don Mario Cascone (Vicario foraneo di Vittoria)
Prof. Gaetano Bonetta (Preside della Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara)
Dott.ssa Antonella Ragusa (Psicologa)

Lunedì 22 febbraio, Multisala Golden – Vittoria, ore 19.30
ANIME NERE
Di Francesco Munzi
(Italia/Francia 2014, Drammatico – durata 103 min.)
Un viaggio nel cuore della ‘ndrangheta, nel buco nero della Calabria, luogo stigmatizzato dagli esperti come uno dei centri più mafiosi di Italia: Africo. Il film racconta in una prospettiva originale la matrice di certa cultura criminale legata al territorio e, soprattutto, alla famiglia, alla tragedia, alle divinità della natura. Tre storie, tre modi di reagire dinanzi al dolore e il tentativo di organizzare la propria vita attorno ai legami familiari. Un film che, per contrasto, fa riflettere sulla responsabilità educativa delle famiglie, chiamate a trasmettere valori.
: prof. Giovanni Lucifora, sociologo
dott. Giorgio Stracquadaino, dell’Associazione Antiracket di Vittoria.

PERCORSO CINEMATOGRAFICO “ORIZZONTI DI SPERANZA” (2014 – 2015)

La nuova rassegna “ORIZZONTI DI SPERANZA” vuole essere un percorso tra spiritualità e cultura in sei tappe, con l’obiettivo di stimolare la riflessione sui vari volti della speranza, suscitare confronti e creare occasioni di condivisione, individuando possibili percorsi di vita.

La novità che caratterizza il palinsesto cinematografico 2014-15 è data dalla partecipazione di testimoni significativi, che racconteranno la loro esperienza sui temi affrontati. Si passerà, dunque, dallo schermo alla vita e, attraverso la condivisione, ad un orizzonte di progettualità che ci si augura gravido di speranza…!

Il percorso cinematografico d’autore è organizzato dall’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Ragusa, in collaborazione con gli Uffici diocesani di pastorale familiare e di pastorale giovanile, il Centro Studi di Spiritualità e Cultura Calicantus e la Cattedra di dialogo tra le culture.

L’iniziativa costituisce altresì un momento importante in cui giovani, famiglie, religiosi, insegnanti, artisti, operatori del terziario, etc. possono ritrovarsi per riflettere insieme su temi di scottante attualità e di vitale importanza.

 

CALENDARIO E CONTENUTI

Lunedì 10 novembre (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 19.30)

DEPARTURES

di Yōjirō Takita (Giappone 2008, Drammatico – durata 130 min.)04_departures[1]

Daigo Kobayashi, giovane violoncellista, dopo lo scioglimento dell’orchestra nella quale suonava si trasferisce insieme alla moglie Mika nella sua vecchia casa alle porte di Yamagata, suo paese natale. Sul giornale locale trova una singolare offerta di lavoro da parte di una impresa che cerca aiutanti “accompagnatori”. Daigo attratto dalla parola ‘partenze’ si reca in quella che crede un’agenzia di viaggi. Qui scopre però che il viaggio di cui parlava l’inserzione non è altro che la preparazione cerimoniale dei corpi prima della cremazione. L’incontro ricorrente con la morte e con la sofferenza di chi ha perso una persona cara, sarà l’occasione per Daigo di scoprire i sentimenti e i valori duraturi della vita. L’evolversi delle situazioni porteranno i protagonisti a fare i conti con la realtà accorgendosi alla fine che la morte è solo un congedo, un naturale cammino verso un mondo imperscrutabile e nascosto. Un canto corale di speranza verso le realtà che non si vedono ed un invito ad attenderle con perseveranza (cfr. Rm 5,25).

Interviene:

Prof.ssa Agata Pisana

Ufficio pastorale familiare

 

Lunedì 24 novembre (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 19.30)

CESARE DEVE MORIRE

di Paolo e Vittorio Taviani (Italia 2012, Drammatico/documentario – durata 76 min.)

Nella sezione di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia il regista Fabio Cavalli prova il “Giulio Cesare” di Shakespeare: come attori ci sono i detenuti, dei quali alcuni segnati dal “fine pena mai”. Quotidianamente, nelle celle, nei locandina[1]cubicoli dell’ora d’aria, nei bracci del penitenziario, il film documenta le cadenze oscure delle giornate dei reclusi e di come, attraverso prove che sempre più li coinvolgono nel profondo, s’innerva di forza e di vita la pagina del grande testo shakespeariano, fino al successo della messa in scena, davanti ad un pubblico, nella sala teatrale di Rebibbia. «Ora questa cella», dice uno dei detenuti dopo la recita, «è diventata una prigione». Il film, in realtà, è riuscito a trasformarla in qualcos’altro. Il ring dove combattere per dimostrare che nessun reato può privare nessuno di un riscatto. Un esempio vivo e concreto di come sia possibile utilizzare il potere trasformativo dell’arte per favorire la ricomposizione delle relazioni sociali, per sostenere processi di riconciliazione di comunità e per essere capaci, a livello individuale e collettivo, di pensare il cambiamento. «L’arte per chi ha commesso gravi crimini diventa non solo uno strumento di crescita e rinascita ma può essere anche uno strumento di lavoro per il futuro. Una speranza in più» (Cosimo Rega, detenuto attore).

Intervengono:

Dott.ssa Rosetta Noto

Responsabile Area Educativa della Casa Circondariale di Ragusa

Gianni Battaglia

Regista e attore

Gianni Guastella

Musico-terapeuta

 

Lunedì 12 gennaio  (Teatro Naselli – Comiso, ore 19.30)

BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE

di Giacomo Campiotti (Italia 2013, Commedia/drammatico/romantico – durata 102 min.)

Tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia, il film racconta in prima persona la storia di Leo, adolescente irrequieto e vulnerabile, che stenta negli studi, mentre trascorre le sue giornate tra amici, calcetto e musica. Il tempo a scuola non passa mai e gli insegnanti sono visti come “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Per lui la vita può averelocandina[3] solo due colori, il bianco e il rosso: il bianco del nulla e il rosso dell’amore. Rosso è anche il colore dei capelli di Beatrice, la ragazza di cui è innamorato e verso la quale non trova il coraggio di manifestarsi. Quando finalmente riesce a parlare con lei, scopre che sta vivendo un grande dolore. E per questo Leo si troverà a crescere e fare delle scelte, appoggiato inaspettatamente da persone sulle quali non avrebbe mai sperato… Un ritratto fedele ed originale della forza creativa insita negli adolescenti e della loro capacità di sperare e ambire a cose alte. Quanto adulti, educatori, amici sanno farsi attenti e compagni nei confronti di tali aneliti di costruttiva speranza? Quanti ricordano, con Giovanni XXIII, che “la vita è la realizzazione del sogno della giovinezza”?

Intervengono:

Rappresentanti del mondo della scuola

Giovani volontari

Gruppo “Giovani Volontari” di Comiso (Ass. Calicantus)

Anna Maria Calzolaro e Agata M. Pinkosz

Missionarie dell’Immacolata padre Kolbe

 

Lunedì 19 gennaio  (Teatro Naselli – Comiso, ore 19.30)

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE

di Pier Francesco Diliberto (Italia 2013, Commedia/drammatico – durata 90 min.)

Crescere e amare nella Palermo della mafia. Un racconto lungo vent’anni attraverso gli occhi di un bambino, Arturo, che diventa grande in una città affascinante e terribile, ma dove c’è ancora spazio per la passione e il sorriso. La mafia uccide solo d’estate è, infatti, una storia d’amore che racconta i tentativi di Arturo di conquistare il cuore della sua amata Flora, una compagna di banco di cui si è invaghito alle elementari e che vede come una principessa. Sullo sfondo di questa tenera ma divertente storia, scorrono e si susseguono gli episodi di cronaca accaduti in Sicilia tra gli anni ‘70 e ‘90. Un modo nuovo di raccontare la mafia. Un film che dissacra i boss e restituisce file-06683-media[1]l’umanità dei grandi eroi dell’antimafia. Un sorriso ironico e mai banale sugli anni terribili degli omicidi eccellenti. Perché nel quotidiano la catastrofe non la si può evitare, quando deflagra violenta e totale, decisa da altri e messa in moto da mani occulte: ma dalle macerie si può far uscire qualcosa, lavorando sull’onesta condivisione del dolore e la memoria.

Intervengono:

I dirigenti scolastici della città di Comiso

Insegnanti, genitori e alunni

Dott. Claudio Maggioni

Giudice al Tribunale di Ragusa

Dott.ssa Stefania Pace

Associazione “Libera” – Ragusa

 

Lunedì 26 gennaio (Multisala Golden – Vittoria, ore 19.30)

VIGILIA DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA

ANITA B.

 di Roberto Faenza (Italia/Ungheria 2014, Drammatico – durata 90 min.)

Cosa è accaduto ai sopravvissuti dei campi di sterminio? Chi sono? Come vivono? E quanto amore, quanta speranza c’è ancora nel cuore, nonostante gli orrori patiti? A queste domande prova a rispondere Anita B., che consegna alla famiglia che la ospita il suo essere sopravvissuta, un senso di fragilità insieme a un coraggio irriducibile. È lei a testimoniare a chi gli sta intorno, non la violenza di Auschwitz, ma il motivo perché essa non debba mai essere cancellata. Ma le persone intorno alla protagonista sono distratte, senza voglia di ascoltare o di domandarsi il perché di certe ferite inferte da un2015-01-25-175535238606-anita_b.jpg.800x700_q85[1] male gratuito: l’enigma di  uomini che rimuovono il passato per paura di affrontare il presente ancora insanguinato. Ma la speranza riesce sempre ad affondare le sue radici tra le pieghe dolorose del tempo fino a toccare il mistero della vita e ad aprire allo stupore di una nuova nascita… Riusciamo a cogliere il suo invito?

Intervengono:

Rappresentanti del mondo della scuola

Prof.ssa Lella Colombo

Esperta di Shoah

Dott.ssa Delizia Distefano

Ufficio pastorale familiare – Consultorio familiare di Vittoria

 

Lunedì 9 febbraio (Multisala Golden – Vittoria, ore 19.30)

SERAPHINE

di Martin Provost (Francia/Belgio 2008, Biografico/drammatico – durata 125 min.)

Senlis 1913. Una modestissima governante, che per una ricca famiglia del luogo svolge le più umilianti faccende domestiche, si rintana nella notte nella sua piccola mansarda, al lume di una lampada a petrolio, cantando salmi e inni spirituali. Ha preso del sangue in una macelleria, scavato la terra da un piccolo corso d’acqua, raccolto bacche dai cespugli del bosco. È una speziale? Una strega che usa quelle sostanze per i suoi riti magici? Niente di tutto ciò, Seraphine è una pittrice, autodidatta, che utilizza la terra, il sangue, le bacche per dipingere i suoi quadri. Ma la sua mente è destinata a smarrirsi, così la distanza con i suoi vicini del villaggio ad aumentare fino alle estreme conseguenze… La vera storia di un’antesignana dell’arte Naif, Seraphine De Senlis, che ha osato sperare fino alla follia: è così che l’arte si fa dramma e 220px-Seraphineposter[1]testimonianza di amore. Una provocazione alla “normalità” borghese senza più desiderio, alla cecità di chi ha rinchiuso la speranza nei luoghi comuni, negli orizzonti corti, in sguardi privi di stupore, in vite sempre più povere dell’essenziale.

Intervengono:

Dott.ssa Teresa Palma

Presidente della Cooperativa “Ozanam” di Vittoria

Marco Iacono

Operatore sociale presso la casa famiglia per disabili mentali di Vittoria

Anna Maria Calzolaro e Agata M. Pinkosz

Missionarie dell’Immacolata padre Kolbe

Testimonianze

 

 

 

Vittoria PEACE FILM FEST

pieghevole-festival-internoIl Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus” e l’Ufficio per la Cultura hanno contribuito alla realizzazione della prima edizione del “Vittoria Peace Film Fest”, organizzata da G. & G. Cinema-Teatri-Arene, in collaborazione con il Cineclub d’Essai. Il festival cinematografico della pace si è svolto a Vittoria, dal 16 al 18 dicembre, con la partecipazione di un pubblico numeroso, soprattutto di giovani studenti a cui sono stati rivolti diversi momenti in programma. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di interrogarsi sul significato della parola pace, sulla giustizia sociale, sulla non-violenza, sulle pari-opportunità, sulle sfide dell’interculturalità, nella consapevolezza che anche il cinema costituisce uno strumento educativo e formativo. Il dott. Giuseppe Di Mauro, presidente dell’associazione Calicantus, ha incontrato, martedì 17 dicembre, gli studenti delle quarte classi dell’Istituto Psico-pedagogico di Vittoria per riflettere sulla pace e sull’intercultura sollecitando ad un impegno fattivo e costruttivo.

ORIZZONTI DI CORRESPONSABILITÀ ANNO PASTORALE 2013/2014

Ritorna, per l’anno pastorale 2013-2014, l’iniziativa cinematografica promossa dall’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Ragusa con un nuovo percorso di cinema d’autore dal titolo “Orizzonti di corresponsabilità”.

Il percorso, composto da sei film d’autore, corredato di schede di approfondimento e di dibattiti, intende affrontare diversi aspetti della corresponsabilità: la dimensione relazionale dell’essere umano, l’appello dell’altro alla coscienza, la responsabilità di coppia, di famiglia, di giovani, di educatori e di cittadini, l’impegno in una politica di valori, la solidarietà, gli ostacoli e le radici del male, le scelte di vita e il discernimento per la giustizia, il “prezzo” dell’amore.
Nel contesto attuale, particolarmente povero di valori e di senso, urge sempre più riscoprire quell’inesauribile dono di senso dato dall’istituzione della responsabilità radicale: non la responsabilità come «responsabilità per l’io», bensì come «responsabilità indeclinabile per l’altro», anteriorità e priorità sull’io, in specie quando si presenta sotto le vesti del povero, dello straniero, del sofferente.
Le proiezioni cinematografiche saranno precedute da una presentazione del tema generale della rassegna e del film della serata e, per concludere, saranno seguite da dibattiti opportunamente guidati.
L’invito è rivolto particolarmente ai giovani ed a quanti ricoprono ruoli educativi.
L’ingresso è libero e aperto a tutti.
Il percorso “Orizzonti di corresponsabilità” è stato organizzato in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura Calicantus e la Cattedra di dialogo tra le culture.

I films in programma
Lunedì 18 novembre (Teatro Naselli – Comiso, ore 20.00)
NOI SIAMO INFINITO
di Stephen Chbosky
(USA 2012, Drammatico/romantico – durata 102 min.)3748262_255406[1]
Basato sull’acclamato romanzo di Stephen Chbosky, anche regista del film, “Noi Siamo Infinito” é una storia profonda e coinvolgente sulle difficoltà di essere adolescente e di trovare il proprio posto nel mondo. Charlie, intelligente, ma timido e insicuro, osserva il mondo intorno a sé tenendosi in disparte. L’incontro con Sam, della quale s’innamora, e con il suo impavido fratellastro Patrick, lo aiuterà a scoprire nuove amicizie, il primo amore, le prime feste e a coltivare il sogno di diventare scrittore. Una storia capace di interrogare tutti, genitori, insegnanti, educatori e giovani adolescenti, sul proprio ruolo di responsabilità in questo mondo.

Lunedì 25 novembre (Teatro Naselli – Comiso, ore 20.00)
ALMANYA. LA MIA FAMIGLIA VA IN GERMANIA
di Yasemin Samdereli
(Germania 2011, Commedia – durata 101 min.)
Attraverso una narrazione tra tragico e grottesco, l’occhio del contadino turco 48794[1]musulmano Huseyn racconta la storia dell’emigrazione della sua famiglia nella Germania degli anni Sessanta, perplesso di fronte a ettolitri di coca-cola e a crocefissi che gli appaiono come cadaveri sanguinanti. È la storia della difficile ricerca d’identità di una famiglia turca che, pur ben salda nelle proprie radici culturali, stenta a ridefinirsi dentro il quadro socio-culturale tedesco. Dinanzi alle recenti e drammatiche notizie di cronaca, è bene tentare di comprendere il punto di vista e il vissuto dell’altro, in specie quando straniero e fuggitivo da una realtà nazionale esasperata, per poter davvero rispondere ai suoi reali bisogni. Produttivi saranno senz’altro i paralleli con l’attuale situazione italiana. Un film che presenta uno dei tanti volti della corresponsabilità.

Lunedì 20 gennaio (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 20.00)
THE LADY
di Luc Besson
(Francia/Gran Bretagna 2011, Drammatico – durata 145 min.)
La straordinaria storia dell’attivista birmana Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991, tornata libera dopo oltre vent’anni di arresti domiciliari, il 13 novembre 2010, e di suo marito, l’inglese Michael Aris. Nonostante la distanza, le lunghe separazioni e un regime particolarmente ostile, l’amore trathe-lady-01[1] la donna leader del movimento democratico in Birmania e suo marito, durerà sino alla fine. Una storia di dedizione e di umana comprensione all’interno di una situazione politica convulsa, che ancor oggi persiste, ma anche il racconto di una scelta terribile, quella tra la fedeltà alla propria battaglia e l’amore per il compagno. Un film sull’importanza dell’impegno comune, sulla lealtà nell’azione politica, sul senso di responsabilità di fronte ai ruoli assegnati dalla storia e sulla corresponsabilità della protagonista e di chi condivide i suoi ideali nei confronti della Birmania.

Lunedì 27 gennaio – GIORNATA DELLA MEMORIA
(Multisala Golden – Vittoria, ore 20.00)
LA ROSA BIANCA
di Marc Rothemund
(Germania 2005, Drammatico – durata 117 min.)

Quando anche l’istituzione universitaria viene imbavagliata, smette cioè di essere veicolo di confronto nonché di libera circolazione di idee, non può certamente essere la responsabilità di un singolo la causa di tale atrofizzazione locandina[2]antropologica e culturale. Deve esserci una forte corresponsabilità alla base; un sistema ben congegnato dove ognuno svolge, più o meno consapevolmente, il proprio ruolo, affinché venga preservato e difeso il presunto ordine costituito. E perché tale architettura solida e perversa, basata ora sul consenso ora sull’obbedienza a qualsiasi costo, possa essere combattuta, non bastano le idee, pur necessarie, di un singolo, ma una corresponsabilità altrettanto forte, ed in questo caso impiantata sui valori cristiani, da richiedere persino il sacrificio maggiore: la vita. Un film su una pagina di storia poco nota di giovani cristiani ribelli alla dittatura nazista e che invita a riflettere sulla banalità del male (cfr. H. Arendt).

Lunedì 10 febbraio (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 20.00)
CARNAGE
di Roman Polanskj
(Francia/Germania/Polonia/Spagna 2011, Commedia – durata 79 min.)

Quando per una serie di circostanze infelici le situazioni precipitano in spirali di cattiveria, odi, rancori e stupidità, soltanto attraverso piccoli e autentici 1nhY2l0SffJ5nK8FaeiRaMblN3d-999x1499[1]gesti, quali il perdonare e il comprendersi, può intraprendersi un cammino di riappropriazione della vita e dei suoi più preziosi valori. Dinanzi a generazioni di cinquantenni privi di codici morali, forse soltanto la semplicità dei bambini, aurora di nuove generazioni, riesce a ristabilire l’ordine naturale delle cose, la pace. Un’implacabile operetta morale sul fallimento clamoroso dei migliori proponimenti di pace, sull’ incapacità di trovare un minimo accordo su ciò che è giusto fare, o al limite anche solamente su ciò che è giusto dire, sul trionfo dei peggiori istinti, all’interno di un quadro sociale dove nessuno spazio è più lasciato al prendersi cura della propria anima e dell’altro, alla speranza di un mondo migliore. Il film è una lezione da parte del grande maestro polacco sull’importanza della corresponsabilità nell’educazione dei figli e più in generale per la vita delle famiglie e della società. Una corresponsabilità che non può prescindere da una corretta e leale comunicazione.

Lunedì 24 febbraio (Multisala Golden – Vittoria, ore 20.00)
È STATO IL FIGLIO
di Daniele Ciprì
(Italia 2012, Comico/Drammatico – durata 90 min.)

Il regista palermitano declina al passato una tragedia moderna intorno all’uomo agito solo dalla sua volontà di godimento, senza limiti, senza vincoli. Il Nicola di Toni Servillo incarna un’umanità squassata, sgretolata, irriducibilmente comico-tragica, che desidera un appagamento immediato, assoluto, privo di ancoraggi slocandina[1]imbolici e destinato a condannare la propria prole. L’amara denuncia di una mentalità stratificatasi nei secoli che tenta imporre la propria legge sopra la norma sociale e che rende l’uomo schiavo di se stesso e del suo stesso male. Una lezione amara sulla corresponsabilità di scelte superficiali dalle conseguenze tragiche. Quale speranza quando i germi di questa mentalità prolificano in tutti i settori sociali? Quale impegno politico quotidiano, quale risposta audace contro il pericolo mafioso?
Il film sarà presentato e commentato dal regista Daniele Ciprì.

ORIZZONTI DI VERITÀ Anno pastorale 2012-2013

Dopo il successo della rassegna cinematografica dello scorso anno, ritorna l’iniziativa dell’Ufficio diocesano per la cultura della Diocesi di Ragusa con un nuovo percorso di cinema d’autore dal titolo “Orizzonti di verità”.
L’idea nasce in consonanza con il tema Educhiamoci alla verità proposto da S.E. Mons. Paolo Urso, per l’anno pastorale 2012-2013, e vuole tradursi in un itinerario di riflessione attraverso il grande cinema al fine di cogliere i significati più ampi della verità, intesa come presupposto essenziale per la libertà e il servizio, favorendo lo stare insieme, la conoscenza e il confronto reciproci per una crescita comunitaria attorno a questo tema. Il tema della verità chiama in causa ognuno di noi, portando seriamente a riflettere su cosa possa essere considerato «vero», se ci sia ancora la possibilità di approdare ad una verità universale e oggettiva valida per tutti, se tale verità non potenzi ancor più il soggetto che si interroga e se possa addirittura coincidere con Dio.
Il percorso, composto da sei film d’autore e corredato di schede di approfondimento e di dibattiti, affronterà diversi aspetti della verità: l’autenticità che scaturisce dal camminare nella verità, i danni arrecati dall’offuscamento della verità, la ricerca del vero bene per l’uomo, la paura di fronte alla verità di se stessi e delle relazioni, lo stupore conseguente alla sua scoperta, l’umiltà che contraddistingue gli amanti del vero, del bene e del bello.
L’ingresso è libero e aperto a tutti.

I film in programma

Lunedì 12 novembre (Cinema Lumière – Ragusa, ore 20.00)
QUASI AMICI
di Olivier Nakache, Éric Toledano
(Francia 2006, Commedia/Drammatico – Durata 113 min.)48864[1]

La vita derelitta di Driss, tra carcere, ricerca di sussidi statali e un rapporto non facile con la famiglia, subisce un’impennata quando, a sorpresa, il miliardario paraplegico Philippe lo sceglie come proprio aiutante personale. Incaricato di stargli sempre accanto per spostarlo, lavarlo, aiutarlo nella fisioterapia e via dicendo, Driss non tiene a freno la sua personalità poco austera e contenuta. L’incontro con il badante e la sua dedizione permettono a Philippe di vivere e sperimentare finalmente l’autenticità dei rapporti umani, fino a quel momento soffocata da un gelido perbenismo alto-borghese.

Lunedì 17 dicembre (Cinema Lumière – Ragusa, ore 20.00)
UNA SEPARAZIONE
di Asghar Farhadi
(Iran 2011, Drammatico – Durata 123 min.)locandina[1]

Nader e sua moglie Simin hanno ottenuto il permesso di espatrio per loro e la loro figlia undicenne, ma lui non vuole partire. Suo padre è affetto dal morbo di Alzheimer e ritiene di dover restare ad aiutarlo, mentre la moglie si sente oppressa dalla situazione e dalla città in cui vive. I due si separano. La moglie va via e la figlia resta con il padre. La decisione della moglie determina alcune conseguenze drammatiche che coinvolgeranno anche un’altra famiglia e che porteranno suo marito di fronte ad un giudice. Durante il processo che dovrebbe servire alla verità, Nader viene accusato senza prove concrete. L’immagine di Nader davanti al giudice ricorda l’ingiusto processo a cui si sottopose Gesù di Nazareth.

Lunedì 14 gennaio (Sala “Massimiliano Kolbe” – Comiso, ore 20.30)
LAST NIGHT
di Massy Tadjedin
(USA/Francia 2010, Drammatico/Romantico – Durata 92 min.)locandina[1] (2)
Un uomo in carriera, Michael, progetta ristrutturazioni di immobili commerciali. Joanna è una freelance che prova a superare l’empasse del primo romanzo ed anche di un vecchio amore mai veramente dimenticato. Insieme da sempre, a parte una breve pausa durante il periodo universitario, e sposati da quattro anni, Michael e Joanna conducono una vita agiata e ideale in un appartamento newyorkese del tutto perfetto. Sembra che a loro non manchi nulla e invece c’è un profondo squarcio affettivo che li separa, dovuto evidentemente alla scarsa comunicazione reciproca, alla paura di affrontare la verità delle loro emozioni e all’incapacità di condividerle e affrontarle responsabilmente con il proprio partner.

Lunedì 18 febbraio (Sala “Massimiliano Kolbe” – Comiso, ore 20.00)
SCIALLA!
di Francesco Bruni
(Italia 2011, Commedia – Durata 95 min.)

scialla[1]Bruno è un apatico ex-professore ed ex-scrittore cinquantenne padovano che ha abbandonato l’insegnamento e vive da solo a Roma mantenendosi con lezioni private e facendo lo scrittore. Tra gli allievi di Bruno c’è Luca quindicenne pieno di vitalità, ma irriverente e irrequieto, che frequenta malvolentieri la scuola superiore ed è affascinato dal mito del malvivente di successo. Luca non ha mai conosciuto il padre e vive con la madre la quale, un bel giorno, dovendo partire per un lavoro di sei mesi nel Mali, decide di affidarlo proprio a Bruno a cui fa anche una rivelazione shock. La scoperta della verità da parte dei due protagonisti maschili del film cambierà in meglio la loro vita e aprirà le porte all’amore.

Lunedì 11 marzo (Multisala Golden – Vittoria, ore 20.00)
THE HELP
di Tate Taylor48449[1]
(USA/ Emirati Arabi Uniti/ India 2011, Drammatico – Durata 146 min.)
Mississippi. Inizio degli Anni Sessanta del Novecento. Skeeter si è appena laureata e il primo impiego che ottiene è nella redazione di un giornale locale, presso cui deve rispondere alla posta delle casalinghe. Le viene però un’idea migliore. Circondata com’è da un razzismo tanto ipocrita quanto esibito, e consapevole del fatto che l’educazione dei piccoli, come lo è stata la sua, è nelle mani delle domestiche di colore, decide di raccontare la vita dei bianchi osservata dal punto di vista delle collaboratrici familiari “negre”. E così, con forza e coraggio, Skeeter mette la sua penna, la sua creatività e la sua professionalità al servizio della verità. Dalle testimonianze e dagli articoli viene fuori uno straordinario esempio di dedizione e senso del dovere, che mette in scena donne arrabbiate e al contempo amorevoli e disinteressate ai riconoscimenti e alla gloria, semplicemente desiderose di rispetto e dignità.

Lunedì 15 aprile (Multisala Golden – Vittoria, ore 20.00)
MARY
di Abel Ferrara
(USA/Italia 2005, Drammatico – Durata 83 min.)56b370d7b2a9a[1]
L’uomo ha bisogno di verità per dar senso al suo esistere. Ma non sempre l’ideale ci soddisfa: può certo appagarci intellettualmente, ma non rappresentare qualcosa che ci accompagna quotidianamente come una presenza concreta. Ecco perciò che sentiamo il bisogno di accompagnarci ad una persona che diventi per noi modello, esempio e testimonianza di verità. Gesù può essere la risposta a questa complessa domanda sul senso del nostro vivere, del nostro amare e del nostro soffrire.