I compleanni dei nostri bambini.

“Quando qualcuno condivide, tutti vincono” (Anonimo).
I giovani volontari dell’Ass. Calicantus colgono l’occasione di festeggiare il compleanno dei propri bambini per creare un clima di gioia e di condivisione durante il quale ognuno deve sentirsi “speciale”!
Così i ragazzi, durante il pomeriggio,dedicano un momento per far sentire ancora di più il loro calore come se fossero tutti una vera e propria famiglia.
In tale occasione un grazie va anche ai genitori che collaborano alla realizzazione della festa e contribuiscono portando dei dolcini per i bambini, regalando loro tanti sorrisi e dei momenti felici che ricorderanno con gioia.

Festa dell’accoglienza

Lunedì 19 Settembre 2016 l’Associazione Calicantus in collaborazione con i Giovani Volontari Comiso ha dato inizio, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico 2016/2017, all’attività di sostegno scolastico-doposcuola organizzando la “Festa dell’accoglienza”.

 

Oltre ai bambini erano presenti le famiglie che hanno avuto modo di conoscere la realtà nella quale i loro figli trascorrono parte delle giornate impegnati in varie attività: didattica, danza, sport, canto, recitazione, giochi.
Alla festa ha partecipato la famiglia Guccione, grazie alla quale è stato possibile apportare migliorie al cortile adiacente alla Casa della Carità, per consentire ai bambini di poter giocare in sicurezza.

 

Il cortile, inaugurato dal sindaco del Comune di Comiso Dott. Filippo Spataro, è stato intitolato “Cortile della Pace” ed è stato dedicato a Federica Guccione, una giovane volontaria recentemente scomparsa, che per molti anni ha fatto parte del gruppo Giovani Volontari Comiso, adoperandosi per i più deboli.

Un Cortile per la costruzione della Pace

Al Santuario dell’Immacolata di Comiso inaugurato uno nuovo spazio integrativo per i minori

Il Santuario S. Francesco all’Immacolata di Comiso e l’Associazione Calicantus lo scorso 19 settembre hanno condiviso con fedeli ed amici la gioia dell’inaugurazione del Cortile della pace, uno spazio adiacente ai luoghi frequentati giornalmente da bambini e ragazzi del luogo: la Casa della gioia e la Casa della carità . Dove si svolgono da diversi anni attività  che coinvolgono un gran numero di minori: doposcuola, laboratori artistico-ricreativi (musicali, teatrali, arti manuali), sport (calcio, karate) e danza. Viene offerto, inoltre, un servizio di ascolto ed assistenza a famiglie in difficoltà, cercando di accogliere e sostenere quelle che sono le emergenze locali.

All’evento erano presenti le autorità  del Comune di Comiso: il sindaco Filippo Spataro e l’assessore Gaglio, i quali hanno accolto con entusiasmo l’idea, permettendone la realizzazione, e si sono impegnati per una più proficua collaborazione con gli enti promotori dell’iniziativa. Tanti i collaboratori che hanno dedicato tempo e professionalità  per l’attuazione di tale area, nonché maestranze che hanno realizzato i lavori contenendo al massimo i costi.

Il taglio del nastro da parte dal Sindaco ha dato formale apertura alla cerimonia, che ha visto vari momenti: la presentazione dell’Associazione Calicantus da parte del presidente dott. Giuseppe Di Mauro e del rettore del Santuario, p. Biagio Aprile, i quali hanno rivolto i dovuti ringraziamenti a coloro che hanno collaborato al progetto. Il gruppo Giovani Volontari ha invece permesso di trascorrere qualche ora di puro svago ai bambini presenti, e alle relative famiglie accorse numerose, attraverso giochi organizzati con cura e tanta creatività , come tradizionalmente usano fare come festa dell’accoglienza.

La cerimonia si è conclusa dopo la S. Messa con lo svelamento di un mosaico, realizzato dal giovane artista comisano Gianni Schembari, che raffigura il bel volto di Federica Guccione, una giovane volontaria scomparsa prematuramente lo scorso anno all’età  di 19 anni: i genitori hanno voluto offrire questo capolavoro, come segno della presenza della figlia, che continua a spendersi per questi bambini, come amava fare in questa vita. I genitori hanno altresì offerto la bella ed elegante cancellata che delimita il cortile dalla strada, dando ai bambini maggiore sicurezza nell’usufruire dell’area loro dedicata.

Ci si augura che la risposta positiva ricevuta dai convenuti continui a sostenere tali iniziative, per promuovere un nuovo e più forte protagonismo dei giovani del territorio comisano: se in questi anni ci si è impegnati nella formazione e nell’integrazione culturale, facendosi interpreti delle aspettative e dei bisogni più autentici del territorio, si auspica che questo momento di gioia condivisa costituisca l’avvio per nuovi percorsi capaci di rileggere e rilanciare il

“made in love”.

Le modalità  operative dell’Associazione Calicantus si muovono su percorsi di dialogo interculturale, incontro di realtà  multiformi, permettendo un’interazione sociale orientata ad uno scambio di individualità  che crea apertura e ricchezza reciproca; nella convinzione che il bene non appartiene ad una sola persona, ad un solo popolo o ad una sola cultura, ma è una perla preziosa che deve essere custodita e condivisa, affinchè esprima la sua forza ed il suo valore e dia vita alla cultura della vera fraternità .

 

 

 

 

L’intercultura nel pallone

Per chi avesse ancora dei dubbi sul valore culturale e sociale del gioco del calcio può guardare quanto accaduto nel piccolo paese di Comiso, grazie alla sinergia che si è creata tra il nostro gruppo composto da bambini e volontari e i ragazzi ospiti in un centro di accoglienza di immigrati situato in periferia.

 

Torre di Canicarao, questo il nome del centro gestito dalla Fondazione S. Giovanni Battista di Ragusa, è abitato da cittadini di origine straniera, troppo spesso presi di mira da parte dei media per le difficoltà di integrazione e le conflittualità sociali. Attraverso il progetto “R-estate insieme – prima scuola interculturale di calcio”, questi giovani ospiti del predetto centro di accoglienza hanno sperimentato la gioia dell’amicizia, del confronto, dello stare insieme nella diversità e hanno vissuto una straordinaria esperienza di solidarietà, che ha dato loro modo di vivere pratiche di convivenza multiculturale.

 

L’iniziativa, promossa dalla nostra Associazione, è stata svolta in collaborazione con la cooperativa Pangea, la Fondazione San Giovanni Battista, la cooperativa Filotea, il Santuario dell’Immacolata di Comiso e con il contributo del Kiwanis club casmeneo. Un programma estivo ricco di attività sportive, di laboratori e di svago che ha arricchito la stagione calda di Comiso. Nell’ambito della scuola calcio sono stati coinvolti i bambini e i giovani stranieri come Babacar, ospite del centro d’accoglienza Sprar “Accoglienza casmenea”. La sua vicenda è utile per smontare i pregiudizi che relegano gli immigrati al ruolo di nullafacenti o di persone pericolose. Babacar è stato scelto per svolgere il ruolo di allenatore di calcio di bambini svantaggiati e di bambini cosiddetti di “seconda generazione”, cioè figli di immigrati nati e cresciuti in suolo italiano.

 

Il progetto si è concluso con un mini torneo di calcio, svoltosi presso il campo di “Cave Grazie” a Comiso, che ha visto la partecipazione di varie squadre tra le quali anche il team guidato da Babacar. Non importa in questa sede sottolineare punteggi e classifiche. È utile soltanto dire che a vincere è stata la bontà di un progetto e la volontà di realizzare reali percorsi di integrazione attraverso il linguaggio universale dello sport. L’entusiasmo dei bambini è stato incontenibile, come quello dei giovani calciatori africani che, nell’offrire le loro lezioni di calcio ai bambini, hanno avuto modo di sentirsi valorizzati e gratificati.

Visita a casa dei nostri “nonni”

Oltre alle visite alla casa di riposo quest’anno abbiamo pensato di inserire tra i nostri servizi la visita agli anziani a domicilio per portare loro un po’ di allegria, gioia e desiderio di ascoltare le loro storie.

Questa attività proseguirà per tutto il periodo estivo affinché queste persone non si sentano “dimenticate”   e speriamo che possa continuare anche in futuro.

TEOFANIE: NOTE DI FEDI PER UN’UNICA ARMONIA

La Cattedra di “Dialogo tra le culture” ha offerto il suo patrocinio per un’iniziativa di grande rilievo che si è tenuto, giorno 2 maggio, a Ragusa presso il Teatro di Donnafugata, segno di una rinnovata sinergia con quanti si spendono per un autentico dialogo interreligioso.
IMG_0976Il progetto “Teofonia: note di fedi per un’unica armonia” è stata l’occasione per lanciare un messaggio forte rivolto a tutta la società civile oltre che alle rispettive comunità di appartenenza. COREIS (Comunità Religiosa Islamica Italiana) e UII (Unione Induista Italiana) sono espressioni nazionali dell’associazionismo religioso che hanno maturato negli anni una capacità di declinazione della propria religione nel contesto della società italiana nel rispetto delle leggi e della cultura nazionale.
Il progetto ha preso spunto dall’incontro avvenuto in India tra la cultura induista e quella musulmana che si sviluppò per due secoli dal 1500 al 1700. IMG_0953Un connubio eufonico tra due civiltà all’apice della maturità artistica da cui nacque l’inestimabile tesoro della cultura hindustani. Così, la sconfinata mitologia induista si tinse, nella pittura, di un nitido realismo dai tratti sottili, mentre gli elevati insegnamenti dei Veda, sacre Scritture indù, si modularono secondo la sistematizzazione melodica persiana. Il miracolo dell’unione tra due culture si saldò nella monumentale architettura moghul, si incise nei motivi ornamentali testimoniando, nei secoli a venire, la possibilità non solo di una convivenza pacifica tra le culture e le religioni, ma di un incontro vero, proficuo, foriero di nuove forme di sublimità artistica e spirituale senza sincretismi.
Il progetto, già ospite in vari teatri d’Italia così come in sedi religiose come monasteri, templi e luoghi di culto di diversa natura, si è articolato in due sessioni:
1) Conferenza con rappresentanti indù, musulmani e/o appartenenti ad altre religioni, che sono intervenuti su temi inerenti agli obiettivi del progetto.
2) Letture, di passi tratti dalle sacre Scritture delle tradizioni religiose coinvolte, hanno introdotto un momento artistico, in cui si sono avvicendate varie espressioni di preghiera in forma cantata, musicale o coreutica, come la musica islamica e la danza classica indiana (stile Kuchipudi).

Casa di riposo con gli amici di Canicarao

Giorno 30 Aprile 2016 i giovani volontari dell’Associazione Calicantus con la compagnia dei ragazzi della Comunità alloggio Canicarao sono andati a donare un po’ di gioia e di sorrisi agli anziani della casa di riposo Monserrato. E’ stato un pomeriggio ricco di emozioni e di felicità che ha visto insieme la condivisione di culture differenti ma anche lo scambio intergenerazionale grazie alle relazioni che si sono venute a creare tra giovani ed anziani. Quest’ultimi hanno mostrato grande partecipazione ed interesse nel raccontare usanze e tradizioni del passato che oggi sono andate perdute. È stato un momento molto importante anche per i giovani presenti perché attraverso i racconti dei più anziani hanno potuto conoscere una parte della propria cultura che prima non conoscevano.

Una festa di colori per gli anziani

I ragazzi del centro di accoglienza di Torre Canicarao insieme ai nostri bambini e ai giovani volontari hanno voluto donare agli ospiti della Casa di riposo Maria SS. di Monserrato i loro sabati di aprile, per trascorrere insieme piacevoli momenti di ascolto, di gioco e di divertimento, arricchiti da strumenti e musiche etniche.

Il dialogo ebraico-cristiano oggi

Venerdì 8 Aprile, alle ore 19.30, presso il salone del Vescovado a Ragusa, si è tenuto il primo dei due appuntamenti all’interno della rassegna “Giornate del dialogo” promossa dalla Cattedra di “Dialogo tra le culture”, dall’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Ragusa e dal Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus”, in collaborazione con l’Istituto Teologico Ibleo e l’Ufficio Ecumenismo e Dialogo della Diocesi di Ragusa.

 

 

Curatrice dell’incontro è stata la prof.ssa Elena Lea Bartolini, docente di Giudaismo presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale e l’Università Cattolica di Milano, che ha relazionato sul tema “Il dialogo ebraico cristiano oggi, a 50 anni dalla Nostra Aetate”.

 

La riscoperta delle radici ebraiche del cristianesimo e la rimessa in discussione della “teologia della sostituzione” ha prodotto una vera e propria svolta epocale nelle Chiese cristiane. Tale processo, iniziato a Seelisberg nel 1947 e culminato nella Chiesa cattolica con la Dichiarazione conciliare “Nostra aetate” al punto 4, ha permesso a cristiani ed ebrei di riavvicinarsi e reincontrarsi cercando di superare i pregiudizi e gli stereotipi che hanno segnato quasi duemila anni di allontanamento. Oggi, a cinquant’anni da quell’evento, abbiamo provato a fare un bilancio del cammino che, fra luci ed ombre, ha positivamente caratterizzato la teologia postconciliare, grazie al messaggio sigillato nel Concilio Vaticano II e impresso definitivamente con la pubblicazione della “Nostra aetate” il 28 ottobre 1965.

Caccia al Tesoro

Anche quest’anno i giovani volontari dell’associazione Calicantus hanno  pensato di organizzare una “Caccia al tesoro”   che rappresenta per tutti , grandi e piccoli, un momento di allegria e di divertimento prima delle vacanze pasquali.

La giornata ha  inizio il giovedì santo; tutti i volontari ci siamo ritrovati presso la “Casa della Carità” per preparare canti, giochi e dinamiche di gruppo da poter svolgere nel pomeriggio, presso il parco dell’Ippari, insieme ai bambini.

La caccia al tesoro è stata organizzata pesando a giochi e dinamiche che avessero come obiettivo specifico lo stare bene insieme nella diversità, cosicché ogni bambino potesse riscoprire i valori della cooperazione, dell’alleanza, della fratellanza  e potesse comprendere quanto sia importante e tante volte anche necessario appoggiarsi sull’altro per poter portare a termine un buon lavoro.

Il momento di gioco ha avuto termine con una merenda offerta dai volontari.