La preghiera dei Salmi nella tradizione ebraica.

L’Ufficio per la Cultura, in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus”, ha organizzato un dibattitto, aperto e stimolante, al fine di porre a confronto il cristianesimo con l’ebraismo, partendo dal nucleo centrale della vita spirituale di entrambe le religioni: “La preghiera dei salmi nella tradizione ebraica”.
La conferenza si è tenuta, venerdì 23 e sabato 24 gennaio 2015, a chiusura della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (giorno della conversione di S. Paolo), alle ore 19.00, presso la Chiesa di S. Biagio di Comiso.
I relatori sono stati p. Biagio Aprile, patrologo presso la Pontificia Facoltà Teologica “S. Bonaventura” di Roma, che ha discusso sul tema “Il volto di Cristo nella preghiera dei Salmi” e la prof.ssa Elena Lea Bartolini, nota teologa ebrea e docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (ISSR-MI) e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ha tenuto, due momenti di riflessione circa il tema dell’incontro. In particolare, la prof.ssa Elena Lea Bartolini ha sottolineato che tutta la tradizione liturgica ebraica si radica nella Scrittura e si esprime attraverso il dinamismo della benedizione: Dio si manifesta nella storia e l’uomo risponde a tale azione benedicendo. Per questo, l’ebraismo conosce benedizioni per ogni occasione, sia gioiosa che dolorosa, in quanto ritiene di dover accettare, dalle mani di Dio, sia il bene che il male, così, come ha fatto Giobbe.
Una testimonianza significativa, di come il credente si relaziona al suo Creatore, è costituita dal Libro biblico dei Salmi, dove l’orante esprime il proprio vissuto – talvolta manifestando gioia ed entusiasmo e talvolta gridando il suo dolore e la sua angoscia – certo, comunque, che la vicinanza del Signore non verrà mai meno, nemmeno nel momento della sventura. Alla luce di ciò, accanto ai Salmi di lode che celebrano i momenti felici della vita, troviamo anche quelli che chiedono a Dio ragione della sofferenza, arrivando anche all’imprecazione. Ma, come insegna la tradizione rabbinica, se il presupposto è la fede nell’Unico Dio capace di salvare, anche l’imprecazione può trasformarsi in benedizione e diventare preghiera.

La prof.ssa Bartolini è stata impegnata anche sei seguenti incontri:

Sabato 24 gennaio, ore 9.00-13.00
Liceo linguistico, scienze umane, etc. – Vittoria
La formazione del pregiudizio e la libertà di coscienza
Incontro con gli studenti (giornata della memoria)

Domenica 25 gennaio, ore 20.00
Villa Orchidea – Comiso
I luoghi della Terra Santa, tra simbolismo e conflitto
Incontro con l’Associazione Calicantus [SU INVITO]

Lunedì 26 gennaio, ore 9.00-13.00
Liceo linguistico, scienze umane, etc. – Vittoria
Liceo classico e scientifico – Vittoria
La formazione del pregiudizio e la libertà di coscienza
Incontro con gli studenti (giornata della memoria)

Martedì 27 gennaio, ore 9.00-13.00
Liceo Carducci – Comiso
La formazione del pregiudizio e la libertà di coscienza
Incontro con gli studenti (giornata della memoria)

PERCORSO CINEMATOGRAFICO “ORIZZONTI DI SPERANZA” (2014 – 2015)

La nuova rassegna “ORIZZONTI DI SPERANZA” vuole essere un percorso tra spiritualità e cultura in sei tappe, con l’obiettivo di stimolare la riflessione sui vari volti della speranza, suscitare confronti e creare occasioni di condivisione, individuando possibili percorsi di vita.

La novità che caratterizza il palinsesto cinematografico 2014-15 è data dalla partecipazione di testimoni significativi, che racconteranno la loro esperienza sui temi affrontati. Si passerà, dunque, dallo schermo alla vita e, attraverso la condivisione, ad un orizzonte di progettualità che ci si augura gravido di speranza…!

Il percorso cinematografico d’autore è organizzato dall’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Ragusa, in collaborazione con gli Uffici diocesani di pastorale familiare e di pastorale giovanile, il Centro Studi di Spiritualità e Cultura Calicantus e la Cattedra di dialogo tra le culture.

L’iniziativa costituisce altresì un momento importante in cui giovani, famiglie, religiosi, insegnanti, artisti, operatori del terziario, etc. possono ritrovarsi per riflettere insieme su temi di scottante attualità e di vitale importanza.

 

CALENDARIO E CONTENUTI

Lunedì 10 novembre (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 19.30)

DEPARTURES

di Yōjirō Takita (Giappone 2008, Drammatico – durata 130 min.)04_departures[1]

Daigo Kobayashi, giovane violoncellista, dopo lo scioglimento dell’orchestra nella quale suonava si trasferisce insieme alla moglie Mika nella sua vecchia casa alle porte di Yamagata, suo paese natale. Sul giornale locale trova una singolare offerta di lavoro da parte di una impresa che cerca aiutanti “accompagnatori”. Daigo attratto dalla parola ‘partenze’ si reca in quella che crede un’agenzia di viaggi. Qui scopre però che il viaggio di cui parlava l’inserzione non è altro che la preparazione cerimoniale dei corpi prima della cremazione. L’incontro ricorrente con la morte e con la sofferenza di chi ha perso una persona cara, sarà l’occasione per Daigo di scoprire i sentimenti e i valori duraturi della vita. L’evolversi delle situazioni porteranno i protagonisti a fare i conti con la realtà accorgendosi alla fine che la morte è solo un congedo, un naturale cammino verso un mondo imperscrutabile e nascosto. Un canto corale di speranza verso le realtà che non si vedono ed un invito ad attenderle con perseveranza (cfr. Rm 5,25).

Interviene:

Prof.ssa Agata Pisana

Ufficio pastorale familiare

 

Lunedì 24 novembre (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 19.30)

CESARE DEVE MORIRE

di Paolo e Vittorio Taviani (Italia 2012, Drammatico/documentario – durata 76 min.)

Nella sezione di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia il regista Fabio Cavalli prova il “Giulio Cesare” di Shakespeare: come attori ci sono i detenuti, dei quali alcuni segnati dal “fine pena mai”. Quotidianamente, nelle celle, nei locandina[1]cubicoli dell’ora d’aria, nei bracci del penitenziario, il film documenta le cadenze oscure delle giornate dei reclusi e di come, attraverso prove che sempre più li coinvolgono nel profondo, s’innerva di forza e di vita la pagina del grande testo shakespeariano, fino al successo della messa in scena, davanti ad un pubblico, nella sala teatrale di Rebibbia. «Ora questa cella», dice uno dei detenuti dopo la recita, «è diventata una prigione». Il film, in realtà, è riuscito a trasformarla in qualcos’altro. Il ring dove combattere per dimostrare che nessun reato può privare nessuno di un riscatto. Un esempio vivo e concreto di come sia possibile utilizzare il potere trasformativo dell’arte per favorire la ricomposizione delle relazioni sociali, per sostenere processi di riconciliazione di comunità e per essere capaci, a livello individuale e collettivo, di pensare il cambiamento. «L’arte per chi ha commesso gravi crimini diventa non solo uno strumento di crescita e rinascita ma può essere anche uno strumento di lavoro per il futuro. Una speranza in più» (Cosimo Rega, detenuto attore).

Intervengono:

Dott.ssa Rosetta Noto

Responsabile Area Educativa della Casa Circondariale di Ragusa

Gianni Battaglia

Regista e attore

Gianni Guastella

Musico-terapeuta

 

Lunedì 12 gennaio  (Teatro Naselli – Comiso, ore 19.30)

BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE

di Giacomo Campiotti (Italia 2013, Commedia/drammatico/romantico – durata 102 min.)

Tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia, il film racconta in prima persona la storia di Leo, adolescente irrequieto e vulnerabile, che stenta negli studi, mentre trascorre le sue giornate tra amici, calcetto e musica. Il tempo a scuola non passa mai e gli insegnanti sono visti come “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Per lui la vita può averelocandina[3] solo due colori, il bianco e il rosso: il bianco del nulla e il rosso dell’amore. Rosso è anche il colore dei capelli di Beatrice, la ragazza di cui è innamorato e verso la quale non trova il coraggio di manifestarsi. Quando finalmente riesce a parlare con lei, scopre che sta vivendo un grande dolore. E per questo Leo si troverà a crescere e fare delle scelte, appoggiato inaspettatamente da persone sulle quali non avrebbe mai sperato… Un ritratto fedele ed originale della forza creativa insita negli adolescenti e della loro capacità di sperare e ambire a cose alte. Quanto adulti, educatori, amici sanno farsi attenti e compagni nei confronti di tali aneliti di costruttiva speranza? Quanti ricordano, con Giovanni XXIII, che “la vita è la realizzazione del sogno della giovinezza”?

Intervengono:

Rappresentanti del mondo della scuola

Giovani volontari

Gruppo “Giovani Volontari” di Comiso (Ass. Calicantus)

Anna Maria Calzolaro e Agata M. Pinkosz

Missionarie dell’Immacolata padre Kolbe

 

Lunedì 19 gennaio  (Teatro Naselli – Comiso, ore 19.30)

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE

di Pier Francesco Diliberto (Italia 2013, Commedia/drammatico – durata 90 min.)

Crescere e amare nella Palermo della mafia. Un racconto lungo vent’anni attraverso gli occhi di un bambino, Arturo, che diventa grande in una città affascinante e terribile, ma dove c’è ancora spazio per la passione e il sorriso. La mafia uccide solo d’estate è, infatti, una storia d’amore che racconta i tentativi di Arturo di conquistare il cuore della sua amata Flora, una compagna di banco di cui si è invaghito alle elementari e che vede come una principessa. Sullo sfondo di questa tenera ma divertente storia, scorrono e si susseguono gli episodi di cronaca accaduti in Sicilia tra gli anni ‘70 e ‘90. Un modo nuovo di raccontare la mafia. Un film che dissacra i boss e restituisce file-06683-media[1]l’umanità dei grandi eroi dell’antimafia. Un sorriso ironico e mai banale sugli anni terribili degli omicidi eccellenti. Perché nel quotidiano la catastrofe non la si può evitare, quando deflagra violenta e totale, decisa da altri e messa in moto da mani occulte: ma dalle macerie si può far uscire qualcosa, lavorando sull’onesta condivisione del dolore e la memoria.

Intervengono:

I dirigenti scolastici della città di Comiso

Insegnanti, genitori e alunni

Dott. Claudio Maggioni

Giudice al Tribunale di Ragusa

Dott.ssa Stefania Pace

Associazione “Libera” – Ragusa

 

Lunedì 26 gennaio (Multisala Golden – Vittoria, ore 19.30)

VIGILIA DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA

ANITA B.

 di Roberto Faenza (Italia/Ungheria 2014, Drammatico – durata 90 min.)

Cosa è accaduto ai sopravvissuti dei campi di sterminio? Chi sono? Come vivono? E quanto amore, quanta speranza c’è ancora nel cuore, nonostante gli orrori patiti? A queste domande prova a rispondere Anita B., che consegna alla famiglia che la ospita il suo essere sopravvissuta, un senso di fragilità insieme a un coraggio irriducibile. È lei a testimoniare a chi gli sta intorno, non la violenza di Auschwitz, ma il motivo perché essa non debba mai essere cancellata. Ma le persone intorno alla protagonista sono distratte, senza voglia di ascoltare o di domandarsi il perché di certe ferite inferte da un2015-01-25-175535238606-anita_b.jpg.800x700_q85[1] male gratuito: l’enigma di  uomini che rimuovono il passato per paura di affrontare il presente ancora insanguinato. Ma la speranza riesce sempre ad affondare le sue radici tra le pieghe dolorose del tempo fino a toccare il mistero della vita e ad aprire allo stupore di una nuova nascita… Riusciamo a cogliere il suo invito?

Intervengono:

Rappresentanti del mondo della scuola

Prof.ssa Lella Colombo

Esperta di Shoah

Dott.ssa Delizia Distefano

Ufficio pastorale familiare – Consultorio familiare di Vittoria

 

Lunedì 9 febbraio (Multisala Golden – Vittoria, ore 19.30)

SERAPHINE

di Martin Provost (Francia/Belgio 2008, Biografico/drammatico – durata 125 min.)

Senlis 1913. Una modestissima governante, che per una ricca famiglia del luogo svolge le più umilianti faccende domestiche, si rintana nella notte nella sua piccola mansarda, al lume di una lampada a petrolio, cantando salmi e inni spirituali. Ha preso del sangue in una macelleria, scavato la terra da un piccolo corso d’acqua, raccolto bacche dai cespugli del bosco. È una speziale? Una strega che usa quelle sostanze per i suoi riti magici? Niente di tutto ciò, Seraphine è una pittrice, autodidatta, che utilizza la terra, il sangue, le bacche per dipingere i suoi quadri. Ma la sua mente è destinata a smarrirsi, così la distanza con i suoi vicini del villaggio ad aumentare fino alle estreme conseguenze… La vera storia di un’antesignana dell’arte Naif, Seraphine De Senlis, che ha osato sperare fino alla follia: è così che l’arte si fa dramma e 220px-Seraphineposter[1]testimonianza di amore. Una provocazione alla “normalità” borghese senza più desiderio, alla cecità di chi ha rinchiuso la speranza nei luoghi comuni, negli orizzonti corti, in sguardi privi di stupore, in vite sempre più povere dell’essenziale.

Intervengono:

Dott.ssa Teresa Palma

Presidente della Cooperativa “Ozanam” di Vittoria

Marco Iacono

Operatore sociale presso la casa famiglia per disabili mentali di Vittoria

Anna Maria Calzolaro e Agata M. Pinkosz

Missionarie dell’Immacolata padre Kolbe

Testimonianze

 

 

 

Concerto di Natale

In occasione dell’evento natalizio “Natale in Chiesa Madre – Collettiva di pittura e scultura” che ha avuto luogo dal 20 dicembre al 6 gennaio, presso la Chiesa Madre Santa Maria delle Stelle di Comiso, è stato organizzato, nel tardi pomeriggio di domenica 29 dicembre, il Concerto di Natale, ideato e curato dall’Ufficio diocesano per la Cultura, in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus”.

 

Due voci narranti professioniste hanno raccontato il mistero dell’Incarnazione del Verbo di Dio, recitando versi tratti dal francese Charles Peguy e dagli Inni del Natale della chiesa siriana, e interpretando i discorsi di due grandi padri della Chiesa: Agostino e Leone Magno.

 

Ad esibirsi è stato il Coro “Santa Maria delle Stelle” diretto dalla Maestra M. Lucia Faro.
A conclusione della serata sono intervenuti Don Antonio Baionetta, Parroco della Chiesa Madre e padre Giovanni Meli, Vice Parroco, per porgere gli auguri di Buon Natale a quanti hanno partecipato al momento artistico.

Festa della Sacra Famiglia di Nazaret.

Un concerto, in particolare, di meditazione quello di giorno 28 dicembre, alle ore 20.00, presso la Chiesa della Sacra Famiglia.
Una serata organizzata, in occasione della festa della Santa famiglia di Nazaret, dall’Ufficio di Pastorale Familiare e dall’Ufficio per l’Educazione Cattolica, la Cultura, la Scuola e l’Università della Diocesi di Ragusa, che hanno curato i testi dell’esecuzione, in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus”.
Al momento musicale hanno partecipato il Coro Jubilate Gentes, diretto dalla M° Giovanna Rizza e, Milena Nobile, interpretatrice dei brani.
L’ingresso è stato libero e aperto a tutti.

Famiglia: Comunità d’Amore

Locandina_Concerto_Famiglia_28-12-2013Un concerto, in particolare, di meditazione quello di giorno 28 dicembre, alle ore 20.00, presso la Chiesa della Sacra Famiglia.
Una serata organizzata, in occasione della festa della Santa famiglia di Nazaret, dall’Ufficio di Pastorale Familiare e dall’Ufficio per l’Educazione Cattolica, la Cultura, la Scuola e l’Università della Diocesi di Ragusa, che hanno curato i testi dell’esecuzione, in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus”.
Al momento musicale hanno partecipato il Coro Jubilate Gentes, diretto dalla M° Giovanna Rizza e, Milena Nobile, interpretatrice dei brani.
L’ingresso è stato libero e aperto a tutti.

Vittoria PEACE FILM FEST

pieghevole-festival-internoIl Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus” e l’Ufficio per la Cultura hanno contribuito alla realizzazione della prima edizione del “Vittoria Peace Film Fest”, organizzata da G. & G. Cinema-Teatri-Arene, in collaborazione con il Cineclub d’Essai. Il festival cinematografico della pace si è svolto a Vittoria, dal 16 al 18 dicembre, con la partecipazione di un pubblico numeroso, soprattutto di giovani studenti a cui sono stati rivolti diversi momenti in programma. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di interrogarsi sul significato della parola pace, sulla giustizia sociale, sulla non-violenza, sulle pari-opportunità, sulle sfide dell’interculturalità, nella consapevolezza che anche il cinema costituisce uno strumento educativo e formativo. Il dott. Giuseppe Di Mauro, presidente dell’associazione Calicantus, ha incontrato, martedì 17 dicembre, gli studenti delle quarte classi dell’Istituto Psico-pedagogico di Vittoria per riflettere sulla pace e sull’intercultura sollecitando ad un impegno fattivo e costruttivo.

ORIZZONTI DI CORRESPONSABILITÀ ANNO PASTORALE 2013/2014

Ritorna, per l’anno pastorale 2013-2014, l’iniziativa cinematografica promossa dall’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Ragusa con un nuovo percorso di cinema d’autore dal titolo “Orizzonti di corresponsabilità”.

Il percorso, composto da sei film d’autore, corredato di schede di approfondimento e di dibattiti, intende affrontare diversi aspetti della corresponsabilità: la dimensione relazionale dell’essere umano, l’appello dell’altro alla coscienza, la responsabilità di coppia, di famiglia, di giovani, di educatori e di cittadini, l’impegno in una politica di valori, la solidarietà, gli ostacoli e le radici del male, le scelte di vita e il discernimento per la giustizia, il “prezzo” dell’amore.
Nel contesto attuale, particolarmente povero di valori e di senso, urge sempre più riscoprire quell’inesauribile dono di senso dato dall’istituzione della responsabilità radicale: non la responsabilità come «responsabilità per l’io», bensì come «responsabilità indeclinabile per l’altro», anteriorità e priorità sull’io, in specie quando si presenta sotto le vesti del povero, dello straniero, del sofferente.
Le proiezioni cinematografiche saranno precedute da una presentazione del tema generale della rassegna e del film della serata e, per concludere, saranno seguite da dibattiti opportunamente guidati.
L’invito è rivolto particolarmente ai giovani ed a quanti ricoprono ruoli educativi.
L’ingresso è libero e aperto a tutti.
Il percorso “Orizzonti di corresponsabilità” è stato organizzato in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura Calicantus e la Cattedra di dialogo tra le culture.

I films in programma
Lunedì 18 novembre (Teatro Naselli – Comiso, ore 20.00)
NOI SIAMO INFINITO
di Stephen Chbosky
(USA 2012, Drammatico/romantico – durata 102 min.)3748262_255406[1]
Basato sull’acclamato romanzo di Stephen Chbosky, anche regista del film, “Noi Siamo Infinito” é una storia profonda e coinvolgente sulle difficoltà di essere adolescente e di trovare il proprio posto nel mondo. Charlie, intelligente, ma timido e insicuro, osserva il mondo intorno a sé tenendosi in disparte. L’incontro con Sam, della quale s’innamora, e con il suo impavido fratellastro Patrick, lo aiuterà a scoprire nuove amicizie, il primo amore, le prime feste e a coltivare il sogno di diventare scrittore. Una storia capace di interrogare tutti, genitori, insegnanti, educatori e giovani adolescenti, sul proprio ruolo di responsabilità in questo mondo.

Lunedì 25 novembre (Teatro Naselli – Comiso, ore 20.00)
ALMANYA. LA MIA FAMIGLIA VA IN GERMANIA
di Yasemin Samdereli
(Germania 2011, Commedia – durata 101 min.)
Attraverso una narrazione tra tragico e grottesco, l’occhio del contadino turco 48794[1]musulmano Huseyn racconta la storia dell’emigrazione della sua famiglia nella Germania degli anni Sessanta, perplesso di fronte a ettolitri di coca-cola e a crocefissi che gli appaiono come cadaveri sanguinanti. È la storia della difficile ricerca d’identità di una famiglia turca che, pur ben salda nelle proprie radici culturali, stenta a ridefinirsi dentro il quadro socio-culturale tedesco. Dinanzi alle recenti e drammatiche notizie di cronaca, è bene tentare di comprendere il punto di vista e il vissuto dell’altro, in specie quando straniero e fuggitivo da una realtà nazionale esasperata, per poter davvero rispondere ai suoi reali bisogni. Produttivi saranno senz’altro i paralleli con l’attuale situazione italiana. Un film che presenta uno dei tanti volti della corresponsabilità.

Lunedì 20 gennaio (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 20.00)
THE LADY
di Luc Besson
(Francia/Gran Bretagna 2011, Drammatico – durata 145 min.)
La straordinaria storia dell’attivista birmana Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991, tornata libera dopo oltre vent’anni di arresti domiciliari, il 13 novembre 2010, e di suo marito, l’inglese Michael Aris. Nonostante la distanza, le lunghe separazioni e un regime particolarmente ostile, l’amore trathe-lady-01[1] la donna leader del movimento democratico in Birmania e suo marito, durerà sino alla fine. Una storia di dedizione e di umana comprensione all’interno di una situazione politica convulsa, che ancor oggi persiste, ma anche il racconto di una scelta terribile, quella tra la fedeltà alla propria battaglia e l’amore per il compagno. Un film sull’importanza dell’impegno comune, sulla lealtà nell’azione politica, sul senso di responsabilità di fronte ai ruoli assegnati dalla storia e sulla corresponsabilità della protagonista e di chi condivide i suoi ideali nei confronti della Birmania.

Lunedì 27 gennaio – GIORNATA DELLA MEMORIA
(Multisala Golden – Vittoria, ore 20.00)
LA ROSA BIANCA
di Marc Rothemund
(Germania 2005, Drammatico – durata 117 min.)

Quando anche l’istituzione universitaria viene imbavagliata, smette cioè di essere veicolo di confronto nonché di libera circolazione di idee, non può certamente essere la responsabilità di un singolo la causa di tale atrofizzazione locandina[2]antropologica e culturale. Deve esserci una forte corresponsabilità alla base; un sistema ben congegnato dove ognuno svolge, più o meno consapevolmente, il proprio ruolo, affinché venga preservato e difeso il presunto ordine costituito. E perché tale architettura solida e perversa, basata ora sul consenso ora sull’obbedienza a qualsiasi costo, possa essere combattuta, non bastano le idee, pur necessarie, di un singolo, ma una corresponsabilità altrettanto forte, ed in questo caso impiantata sui valori cristiani, da richiedere persino il sacrificio maggiore: la vita. Un film su una pagina di storia poco nota di giovani cristiani ribelli alla dittatura nazista e che invita a riflettere sulla banalità del male (cfr. H. Arendt).

Lunedì 10 febbraio (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 20.00)
CARNAGE
di Roman Polanskj
(Francia/Germania/Polonia/Spagna 2011, Commedia – durata 79 min.)

Quando per una serie di circostanze infelici le situazioni precipitano in spirali di cattiveria, odi, rancori e stupidità, soltanto attraverso piccoli e autentici 1nhY2l0SffJ5nK8FaeiRaMblN3d-999x1499[1]gesti, quali il perdonare e il comprendersi, può intraprendersi un cammino di riappropriazione della vita e dei suoi più preziosi valori. Dinanzi a generazioni di cinquantenni privi di codici morali, forse soltanto la semplicità dei bambini, aurora di nuove generazioni, riesce a ristabilire l’ordine naturale delle cose, la pace. Un’implacabile operetta morale sul fallimento clamoroso dei migliori proponimenti di pace, sull’ incapacità di trovare un minimo accordo su ciò che è giusto fare, o al limite anche solamente su ciò che è giusto dire, sul trionfo dei peggiori istinti, all’interno di un quadro sociale dove nessuno spazio è più lasciato al prendersi cura della propria anima e dell’altro, alla speranza di un mondo migliore. Il film è una lezione da parte del grande maestro polacco sull’importanza della corresponsabilità nell’educazione dei figli e più in generale per la vita delle famiglie e della società. Una corresponsabilità che non può prescindere da una corretta e leale comunicazione.

Lunedì 24 febbraio (Multisala Golden – Vittoria, ore 20.00)
È STATO IL FIGLIO
di Daniele Ciprì
(Italia 2012, Comico/Drammatico – durata 90 min.)

Il regista palermitano declina al passato una tragedia moderna intorno all’uomo agito solo dalla sua volontà di godimento, senza limiti, senza vincoli. Il Nicola di Toni Servillo incarna un’umanità squassata, sgretolata, irriducibilmente comico-tragica, che desidera un appagamento immediato, assoluto, privo di ancoraggi slocandina[1]imbolici e destinato a condannare la propria prole. L’amara denuncia di una mentalità stratificatasi nei secoli che tenta imporre la propria legge sopra la norma sociale e che rende l’uomo schiavo di se stesso e del suo stesso male. Una lezione amara sulla corresponsabilità di scelte superficiali dalle conseguenze tragiche. Quale speranza quando i germi di questa mentalità prolificano in tutti i settori sociali? Quale impegno politico quotidiano, quale risposta audace contro il pericolo mafioso?
Il film sarà presentato e commentato dal regista Daniele Ciprì.

I Fioretti di San Francesco.

Il Santuario dell’Immacolata, in collaborazione con l’Associazione Calicantus ed il patrocinio della Diocesi di Ragusa (ufficio per la cultura), ha organizzato, in onore di S. Francesco, la conferenza “I Fioretti di S. Francesco – tra storia e leggenda”. L’evento, avuto luogo giorno 1 ottobre 2013, è stato tenuto dalla prof.ssa Laura Andronaco, affiancata dal regista e voce narrante Gianni Battaglia con musiche eseguite dalla maestra Giovanna Rizza e dalla voce solista di Salvino Vicino.
Padre Biagio Aprile ringrazia quanti hanno dato modo di conoscere S. Francesco attraverso un’altra via e non con i classici momenti liturgici, inoltre, sottolinea la bravura del narrante Gianni Battaglia che è riuscito ad entrare nei testi francescani quasi a permettere un dialogo con il personaggio ma, niente di meno la spiegazione della prof.ssa Laura Andronaco grazie alla quale durante la serata si sono riscoperti i valori importanti di alcune parole: povertà, umiltà, pace…

Il pianto della Madonna

In occasione della preparazione alla Santa Pasqua, l’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Ragusa, ha patrocinato un incontro tra spiritualità e cultura dedicato al “Pianto della Madonna” di Iacopone da Todi, tenuto nel pomeriggio di lunedì 18 marzo, presso la Sala “Massimiliano Kolbe” di Comiso (via degli Studi, 56).

 

 

L’evento è stato organizzato dal Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus” e dal Santuario “S. Francesco all’Immacolata” di Comiso; a relazionare è stata la professoressa e critica letteraria Laura Andronaco.

 

L’opera “Il pianto della Madonna”, scritta dal francescano Iacopone da Todi, e risalente al periodo medievale, dunque agli albori della letteratura italiana, può essere considerata l’antenata della sacra rappresentazione. Essa appartiene, infatti, a quel genere denominato “lauda drammatica”, tipica del Trecento.

 

Maria, principale protagonista di questo racconto, esprime il proprio dolore, estremamente umano, di una madre nei confronti del figlio, ma anche di donna, che perde il suo punto di riferimento. Al culmine del dolore, Maria esterna tutta la sua afflizione attraverso un’invocazione, sfogandosi delle sue angosce, dopo aver ascoltato il figlio morente in croce. Il lamento straziante della Madonna si tramuta in un coraggioso atto di fede quando riconosce il proprio figlio come Dio.

 

La professoressa Andronaco, con il suo consueto stile, sobrio ed elegante, ha accompagnato i partecipanti della conferenza in un viaggio intensissimo al confine tra letteratura e spiritualità.
La proiezione di alcuni dei più grandi capolavori d’arte riguardanti il tema della serata è stata curata dal Centro Studi Spiritualità e Cultura “Calicantus”.

Maria e la Parola: Ascoltare la parola di Dio, riflettere, condividere, convertirsi.

Le comunità ecclesiali di Comiso hanno organizzato per la cittadinanza gli esercizi spirituali “Maria e la Parola: Ascoltare la Parola di Dio, riflettere, condividere, convertirsi” per condividere insieme la preparazione alla Pasqua.

Gli incontri sono stati tenuti da Anna Maria Calzolaro e Denise Adversi, Missionarie dell’Immacolata Padre Kolbe, presso la sala Pietro Palazzo di Comiso.

 

CALENDARIO E CONTENUTI

 

Mercoledì 12 marzo, ore 20

L’ascolto in Israele (Dt 6,1-13);

Una spada ti attraverserà la vita (Lc 2,34-35)

 

Giovedì 13 marzo, ore 20

La lotta di Giacobbe (Gn 32, 23-33);

Annunciazione (Lc 1,26-38)

 

Venerdì 14 marzo, ore 20

Il sacrifico di Isacco (Gn 22, 1- 17);

Maria ai piedi della croce (Gv 19,25-27)