LABORATORI INTERCULTURALI CREATIVI PER BAMBINI

Insegnare ai più piccoli a rispettare l’ambiente facendo leva sul gioco e sulla creatività è l’obiettivo dei nostri laboratori. L’idea di creare laboratori ricreativi-educativi nasce dal desiderio di fare qualcosa di sano per i bambini e per l’ambiente.
I giovani volontari mossi dalla loro passione per l’arte e dal desiderio di recuperare materiali di scarto hanno promosso percorsi di educazione ambientale e laboratori creativi per coinvolgere attivamente i bambini, sensibilizzarli sui temi del riuso, del riciclo e del rispetto per l ‘ambiente e renderli più consapevoli e sostenibili nei loro gesti quotidiani. I corsi sono destinati ai bambini dai 7 ai 13 anni e si svolgono presso la casa della carità .
I laboratori di riciclo creativo sono occasioni preziose per mostrare ai più piccoli il valore del recupero dei materiali di scarto ed educarli a combattere gli sprechi e a rispettare l’ambente nella loro vita di tutti i giorni. Attraverso il gioco , l’arte e la fantasia , ciascun bambino assimila insegnamenti ed abitudini che lo aiuteranno a maturare una coscienza civica e a diventare , un giorno, un adulto responsabile ed attento. Nello stesso tempo giocando con l’arte, il bambino impara a dare libero estro alla propria creatività e a sperimentare diverse possibilità, diverse tecniche di espressione e di comunicazione .
Si tratta di dare una nuova vita a materiali di scarto.

Corso di prima alfabetizzazione 2015-2016

“Per analfabetismo si intende l’incapacità di un soggetto di partecipare a tutte quelle attività in cui l’alfabetismo è necessario per il funzionamento del suo gruppo o della sua comunità”.
Alfabetismo e analfabetismo sono fenomeni che variano nel tempo e nello spazio ed è in ragione di ciò che l’associazione Calicantus ha deciso di organizzare per la propria comunità il primo corso di alfabetizzazione per adulti stranieri.
I corsi di alfabetizzazione sono rivolti ad adulti stranieri che non sanno leggere e scrivere o incontrano difficoltà in queste tecniche.
Si tratta per lo più di donne, dai trentacinque ai quarant’anni , la motivazione alla frequenza dei corsi è nella volontà di rendersi indipendenti dai familiari e\o connazionali, di non essere emarginati dalla società ospite, di aiutare i figli a scuola, di migliorare la propria situazione lavorativa.
I corsi di alfabetizzazione sono organizzati per piccoli gruppi in cui si presta la massima attenzione alle esigenze individuali, sia di apprendimento che, più in generale, culturali, sociali ed affettive.
In questo senso il compito dei volontari è stato principalmente sia quello di cercare di coniugare esigenze diverse, sia quello di cercare strategie didattiche adeguate a ogni tipologia di apprendente, tenendo sempre presente la centralità della comunicazione orale. Obiettivo fondamentale del corso è stato quello di sviluppare la competenza comunicativa, pertanto si è pensato bene di offrire agli studenti materiali che potessero essere utili nella loro vita quotidiana, e ridurre in questi soggetti quel senso di vergogna e di frustrazione per il non saper leggere o scrivere in una società dove queste abilità sono date per scontate.
È stata un’esperienza positiva pertanto speriamo in una continuità.

Incontrare Cristo nella propria vita.

Si sono svolti presso il Santuario dell’Immacolata di Comiso, il 23 e 26 marzo, alle ore 18.45, gli esercizi spirituali in preparazione alla Pasqua. L’incontro, organizzato in 4 momenti, è stato tenuto da don Gianni Colzani, sacerdote della Diocesi di Milano e docente alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, il quale, approfondendo alcuni aspetti della vita di Gesù Cristo, ha guidato i credenti a far della propria vita un canto spirituale.

Ad aprire gli appuntamenti è stata la celebrazione eucaristica presieduta dallo stesso don Gianni, alle ore 18.00.

L’ingresso è stato aperto a tutti.

 

CALENDARIO E CONTENUTI

23 marzo 2015

Alla ricerca di senso per la propria vita: Mc 10,17-22; Gv 1,35-51

Che cosa cercate? (Gv 1,38); che cosa mi manca ancora? (Mt 19,20)

 

24 marzo 2015

La proposta di Gesù: dalla bellezza dell’invito alla grandezza del servizio: Gv 2,1-11

Fate quello che dirà (Gv 2,5) e cominciarono a versare l’acqua che diventava vino.

 

25 marzo 2015

La complessa decisione umana di fronte alla proposta di Dio: Lc 1,26-38; Lc 19,1-10

Si domandava che senso avesse un tale saluto; Eccomi sono la serva del Signore (Lc 1,29.38)

 

26 marzo 2015

La pedagogia di Gesù: accompagnare il cammino delle persone Gv 4,5-15; Gv 9,6-38

Dammi di quest’acqua perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere (Gv 4,15)

 

Altri temi trattati nel corso degli esercizi:

I limiti umani dei discepoli e l’offerta del perdono; Lc 15,11-32; 10,38-42; Mt 7,24-27

Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica è simile a un uomo stolto (Mt 7,26)

Mantenere salda la speranza: non preoccupatevi: Mc 4,35-41; Mt 13,44-46

Molti verranno nel mio nome dicendo…guardate di non allarmarvi (Mt 24,4-6)

 

_____________________________________________________________

Benedetto XVI, Gesù di Nazaret. Dal battesimo alla trasfigurazione, RizzoliLibreria Editrice Vaticana, Milano-Roma 2007; 2011.

Benedetto XVI, Gesù di Nazaret. Dall’ingresso a Gerusalemme fino alla risurrezione, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2011.

Benedetto XVI, L’infanzia di Gesù, Libreria Editrice Vaticana, Città del Vaticano 2012.

Ch. Duquoc, Gesù uomo libero: Lineamenti di cristologia, Queriniana, Brescia 42007.

  1. Messori, Ipotesi su Gesù, SEI, Torino 1976.

 

L’equipe organizzativa

 

P.S.: per ragioni di completezza, vengono riportate le letture liturgiche delle celebrazioni nei giorni in programma.

23 marzo 2015

 

Dan 13,1-9. 15-17

1Abitava a Babilonia un uomo chiamato Ioakìm, 2il quale aveva sposato una donna chiamata Susanna, figlia di Chelkia, di rara bellezza e timorata di Dio. 3I suoi genitori, che erano giusti, avevano educato la figlia secondo la legge di Mosè. 4Ioakìm era molto ricco e possedeva un giardino vicino a casa, ed essendo stimato più di ogni altro, i Giudei andavano da lui.

5In quell’anno erano stati eletti giudici del popolo due anziani; erano di quelli di cui il Signore ha detto: “L’iniquità è uscita da Babilonia per opera di anziani e di giudici, che solo in apparenza sono guide del popolo”. 6Questi frequentavano la casa di Ioakìm, e tutti quelli che avevano qualche lite da risolvere si recavano da loro. 7Quando il popolo, verso il mezzogiorno, se ne andava, Susanna era solita recarsi a passeggiare nel giardino del marito. 8I due anziani, che ogni giorno la vedevano andare a passeggiare, furono presi da un’ardente passione per lei: 9persero il lume della ragione, distolsero gli occhi per non vedere il Cielo e non ricordare i giusti giudizi. 10

 

Gv 8,1-11

1Gesù si avviò verso il monte degli Ulivi. 2Ma al mattino si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui. Ed egli sedette e si mise a insegnare loro. 3Allora gli scribi e i farisei gli condussero una donna sorpresa in adulterio, la posero in mezzo e 4gli dissero: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio. 5Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. 6Dicevano questo per metterlo alla prova e per avere motivo di accusarlo. Ma Gesù si chinò e si mise a scrivere col dito per terra. 7Tuttavia, poiché insistevano nell’interrogarlo, si alzò e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei”. 8E, chinatosi di nuovo, scriveva per terra. 9Quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani. Lo lasciarono solo, e la donna era là in mezzo. 10Allora Gesù si alzò e le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”. 11Ed ella rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.


 

24 marzo 2015

 

Num 21.4-9

4Gli Israeliti si mossero dal monte Or per la via del Mar Rosso, per aggirare il territorio di Edom. Ma il popolo non sopportò il viaggio. 5Il popolo disse contro Dio e contro Mosè: “Perché ci avete fatto salire dall’Egitto per farci morire in questo deserto? Perché qui non c’è né pane né acqua e siamo nauseati di questo cibo così leggero”. 6Allora il Signore mandò fra il popolo serpenti brucianti i quali mordevano la gente, e un gran numero d’Israeliti morì. 7Il popolo venne da Mosè e disse: “Abbiamo peccato, perché abbiamo parlato contro il Signore e contro di te; supplica il Signore che allontani da noi questi serpenti”. Mosè pregò per il popolo. 8Il Signore disse a Mosè: “Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita”. 9Mosè allora fece un serpente di bronzo e lo mise sopra l’asta; quando un serpente aveva morso qualcuno, se questi guardava il serpente di bronzo, restava in vita.

 

Gv 8,21-30

21Di nuovo disse loro: “Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire”. 22Dicevano allora i Giudei: “Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?”. 23E diceva loro: “Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. 24Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati”. 25Gli dissero allora: “Tu, chi sei?”. Gesù disse loro: “Proprio ciò che io vi dico. 26Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo”. 27Non capirono che egli parlava loro del Padre. 28Disse allora Gesù: “Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. 29Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite”.

30A queste sue parole, molti credettero in lui.

 

 

25 marzo 2015 – Solennità dell’Annunciazione

Is 7,10-14; 8,10c

10Il Signore parlò ancora ad Acaz: 11“Chiedi per te un segno dal Signore, tuo Dio, dal profondo degli inferi oppure dall’alto”. 12Ma Acaz rispose: “Non lo chiederò, non voglio tentare il Signore”. 13Allora Isaia disse: “Ascoltate, casa di Davide! Non vi basta stancare gli uomini, perché ora vogliate stancare anche il mio Dio? 14Pertanto il Signore stesso vi darà un segno. Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele.

10cPerché Dio è con noi”.

 

Eb 10,4-10

4È impossibile infatti che il sangue di tori e di capri elimini i peccati. 5Per questo, entrando nel mondo, Cristo dice: Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, un corpo invece mi hai preparato. 6 Non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. 7 Allora ho detto: “Ecco, io vengo – poiché di me sta scritto nel rotolo del libro – per fare, o Dio, la tua volontà” . 8Dopo aver detto: Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrifici né offerte, né olocausti né sacrifici per il peccato , cose che vengono offerte secondo la Legge, 9soggiunge: Ecco, io vengo a fare la tua volontà . Così egli abolisce il primo sacrificio per costituire quello nuovo. 10Mediante quella volontà siamo stati santificati per mezzo dell’offerta del corpo di Gesù Cristo, una volta per sempre.

 

Lc 1,26-38

26Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: “Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te”.29A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. 30L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”. 34Allora Maria disse all’angelo: “Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?”. 35Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. 36Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: 37nulla è impossibile a Dio”. 38Allora Maria disse: “Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola”. E l’angelo si allontanò da lei.

26 marzo 2015

 

Gen 17,3-9

3Subito Abram si prostrò con il viso a terra e Dio parlò con lui: 4“Quanto a me, ecco, la mia alleanza è con te: diventerai padre di una moltitudine di nazioni. 5Non ti chiamerai più Abram, ma ti chiamerai Abramo, perché padre di una moltitudine di nazioni ti renderò. 6E ti renderò molto, molto fecondo; ti farò diventare nazioni e da te usciranno dei re. 7Stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione, come alleanza perenne, per essere il Dio tuo e della tua discendenza dopo di te. 8La terra dove sei forestiero, tutta la terra di Canaan, la darò in possesso per sempre a te e alla tua discendenza dopo di te; sarò il loro Dio”. 9Disse Dio ad Abramo: “Da parte tua devi osservare la mia alleanza, tu e la tua discendenza dopo di te, di generazione in generazione

 

Gv 8,51-59

51In verità, in verità io vi dico: se uno osserva la mia parola, non vedrà la morte in eterno”. 52Gli dissero allora i Giudei: “Ora sappiamo che sei indemoniato. Abramo è morto, come anche i profeti, e tu dici: “Se uno osserva la mia parola, non sperimenterà la morte in eterno”. 53Sei tu più grande del nostro padre Abramo, che è morto? Anche i profeti sono morti. Chi credi di essere?”. 54Rispose Gesù: “Se io glorificassi me stesso, la mia gloria sarebbe nulla. Chi mi glorifica è il Padre mio, del quale voi dite: “È nostro Dio!”, 55e non lo conoscete. Io invece lo conosco. Se dicessi che non lo conosco, sarei come voi: un mentitore. Ma io lo conosco e osservo la sua parola. 56Abramo, vostro padre, esultò nella speranza di vedere il mio giorno; lo vide e fu pieno di gioia”. 57Allora i Giudei gli dissero: “Non hai ancora cinquant’anni e hai visto Abramo?”. 58Rispose loro Gesù: “In verità, in verità io vi dico: prima che Abramo fosse, Io Sono”. 59Allora raccolsero delle pietre per gettarle contro di lui; ma Gesù si nascose e uscì dal tempio.

 

 

 

27 marzo 2015

 

Ger 20,10-13

10Sentivo la calunnia di molti: “Terrore all’intorno! Denunciatelo! Sì, lo denunceremo”. Tutti i miei amici aspettavano la mia caduta: “Forse si lascerà trarre in inganno, così noi prevarremo su di lui, ci prenderemo la nostra vendetta”. 11Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere; arrossiranno perché non avranno successo, sarà una vergogna eterna e incancellabile. 12Signore degli eserciti, che provi il giusto, che vedi il cuore e la mente, possa io vedere la tua vendetta su di loro, poiché a te ho affidato la mia causa! 13Cantate inni al Signore, lodate il Signore, perché ha liberato la vita del povero dalle mani dei malfattori.

 

Gv 10,31-42

31Di nuovo i Giudei raccolsero delle pietre per lapidarlo. 32Gesù disse loro: “Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?”. 33Gli risposero i Giudei: “Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio”. 34Disse loro Gesù: “Non è forse scritto nella vostra Legge: Io ho detto: voi siete dèi ? 35Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata -, 36a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? 37Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; 38ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre”. 39Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.

40Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. 41Molti andarono da lui e dicevano: “Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero”. 42E in quel luogo molti credettero in lui.

 

 

 

28 marzo 2015

 

Ez 37,21-28

21di’ loro: Così dice il Signore Dio: Ecco, io prenderò i figli d’Israele dalle nazioni fra le quali sono andati e li radunerò da ogni parte e li ricondurrò nella loro terra: 22farò di loro un solo popolo nella mia terra, sui monti d’Israele; un solo re regnerà su tutti loro e non saranno più due popoli, né saranno più divisi in due regni. 23Non si contamineranno più con i loro idoli, con i loro abomini e con tutte le loro iniquità; li libererò da tutte le ribellioni con cui hanno peccato, li purificherò e saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio. 24Il mio servo Davide regnerà su di loro e vi sarà un unico pastore per tutti; seguiranno le mie norme, osserveranno le mie leggi e le metteranno in pratica. 25Abiteranno nella terra che ho dato al mio servo Giacobbe. In quella terra su cui abitarono i loro padri, abiteranno essi, i loro figli e i figli dei loro figli, per sempre; il mio servo Davide sarà loro re per sempre. 26Farò con loro un’alleanza di pace; sarà un’alleanza eterna con loro. Li stabilirò e li moltiplicherò e porrò il mio santuario in mezzo a loro per sempre. 27In mezzo a loro sarà la mia dimora: io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. 28Le nazioni sapranno che io sono il Signore che santifico Israele, quando il mio santuario sarà in mezzo a loro per sempre”.

 

Gv 11,45-46

45Molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che egli aveva compiuto, credettero in lui. 46Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto.

I luoghi dell’Ebraismo: da Dan a Beer Sheva, ripartendo dal deserto del Neghev.

Domenica 25 gennaio 2015, alle ore 20.00, presso la Villa Orchidea di Comiso, la prof.ssa Elena Lea Bartolini, ebrea ed eminente studiosa della cultura e religione ebraica, ha tenuto un prestigioso momento culturale, “Da Dan a Beer Sheva”, ripartendo dal deserto del Neghev.
La studiosa ha presentato, attraverso un percorso ad immagini, le diversità del territorio della Terra Santa e di Gerusalemme, vero polo spirituale comune alle tre grandi religioni monoteiste, ebraica, cristiana e musulmana. Una problematica attuale e ancora oggi scottante.
la serata che ha visto la partecipazione di un pubblico attento e numeroso, si è concluso con un aperitivo informale per proseguire fraternamente il dialogo.

La preghiera dei Salmi nella tradizione ebraica.

L’Ufficio per la Cultura, in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus”, ha organizzato un dibattitto, aperto e stimolante, al fine di porre a confronto il cristianesimo con l’ebraismo, partendo dal nucleo centrale della vita spirituale di entrambe le religioni: “La preghiera dei salmi nella tradizione ebraica”.
La conferenza si è tenuta, venerdì 23 e sabato 24 gennaio 2015, a chiusura della settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (giorno della conversione di S. Paolo), alle ore 19.00, presso la Chiesa di S. Biagio di Comiso.
I relatori sono stati p. Biagio Aprile, patrologo presso la Pontificia Facoltà Teologica “S. Bonaventura” di Roma, che ha discusso sul tema “Il volto di Cristo nella preghiera dei Salmi” e la prof.ssa Elena Lea Bartolini, nota teologa ebrea e docente presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (ISSR-MI) e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che ha tenuto, due momenti di riflessione circa il tema dell’incontro. In particolare, la prof.ssa Elena Lea Bartolini ha sottolineato che tutta la tradizione liturgica ebraica si radica nella Scrittura e si esprime attraverso il dinamismo della benedizione: Dio si manifesta nella storia e l’uomo risponde a tale azione benedicendo. Per questo, l’ebraismo conosce benedizioni per ogni occasione, sia gioiosa che dolorosa, in quanto ritiene di dover accettare, dalle mani di Dio, sia il bene che il male, così, come ha fatto Giobbe.
Una testimonianza significativa, di come il credente si relaziona al suo Creatore, è costituita dal Libro biblico dei Salmi, dove l’orante esprime il proprio vissuto – talvolta manifestando gioia ed entusiasmo e talvolta gridando il suo dolore e la sua angoscia – certo, comunque, che la vicinanza del Signore non verrà mai meno, nemmeno nel momento della sventura. Alla luce di ciò, accanto ai Salmi di lode che celebrano i momenti felici della vita, troviamo anche quelli che chiedono a Dio ragione della sofferenza, arrivando anche all’imprecazione. Ma, come insegna la tradizione rabbinica, se il presupposto è la fede nell’Unico Dio capace di salvare, anche l’imprecazione può trasformarsi in benedizione e diventare preghiera.

La prof.ssa Bartolini è stata impegnata anche sei seguenti incontri:

Sabato 24 gennaio, ore 9.00-13.00
Liceo linguistico, scienze umane, etc. – Vittoria
La formazione del pregiudizio e la libertà di coscienza
Incontro con gli studenti (giornata della memoria)

Domenica 25 gennaio, ore 20.00
Villa Orchidea – Comiso
I luoghi della Terra Santa, tra simbolismo e conflitto
Incontro con l’Associazione Calicantus [SU INVITO]

Lunedì 26 gennaio, ore 9.00-13.00
Liceo linguistico, scienze umane, etc. – Vittoria
Liceo classico e scientifico – Vittoria
La formazione del pregiudizio e la libertà di coscienza
Incontro con gli studenti (giornata della memoria)

Martedì 27 gennaio, ore 9.00-13.00
Liceo Carducci – Comiso
La formazione del pregiudizio e la libertà di coscienza
Incontro con gli studenti (giornata della memoria)

PERCORSO CINEMATOGRAFICO “ORIZZONTI DI SPERANZA” (2014 – 2015)

La nuova rassegna “ORIZZONTI DI SPERANZA” vuole essere un percorso tra spiritualità e cultura in sei tappe, con l’obiettivo di stimolare la riflessione sui vari volti della speranza, suscitare confronti e creare occasioni di condivisione, individuando possibili percorsi di vita.

La novità che caratterizza il palinsesto cinematografico 2014-15 è data dalla partecipazione di testimoni significativi, che racconteranno la loro esperienza sui temi affrontati. Si passerà, dunque, dallo schermo alla vita e, attraverso la condivisione, ad un orizzonte di progettualità che ci si augura gravido di speranza…!

Il percorso cinematografico d’autore è organizzato dall’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Ragusa, in collaborazione con gli Uffici diocesani di pastorale familiare e di pastorale giovanile, il Centro Studi di Spiritualità e Cultura Calicantus e la Cattedra di dialogo tra le culture.

L’iniziativa costituisce altresì un momento importante in cui giovani, famiglie, religiosi, insegnanti, artisti, operatori del terziario, etc. possono ritrovarsi per riflettere insieme su temi di scottante attualità e di vitale importanza.

 

CALENDARIO E CONTENUTI

Lunedì 10 novembre (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 19.30)

DEPARTURES

di Yōjirō Takita (Giappone 2008, Drammatico – durata 130 min.)04_departures[1]

Daigo Kobayashi, giovane violoncellista, dopo lo scioglimento dell’orchestra nella quale suonava si trasferisce insieme alla moglie Mika nella sua vecchia casa alle porte di Yamagata, suo paese natale. Sul giornale locale trova una singolare offerta di lavoro da parte di una impresa che cerca aiutanti “accompagnatori”. Daigo attratto dalla parola ‘partenze’ si reca in quella che crede un’agenzia di viaggi. Qui scopre però che il viaggio di cui parlava l’inserzione non è altro che la preparazione cerimoniale dei corpi prima della cremazione. L’incontro ricorrente con la morte e con la sofferenza di chi ha perso una persona cara, sarà l’occasione per Daigo di scoprire i sentimenti e i valori duraturi della vita. L’evolversi delle situazioni porteranno i protagonisti a fare i conti con la realtà accorgendosi alla fine che la morte è solo un congedo, un naturale cammino verso un mondo imperscrutabile e nascosto. Un canto corale di speranza verso le realtà che non si vedono ed un invito ad attenderle con perseveranza (cfr. Rm 5,25).

Interviene:

Prof.ssa Agata Pisana

Ufficio pastorale familiare

 

Lunedì 24 novembre (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 19.30)

CESARE DEVE MORIRE

di Paolo e Vittorio Taviani (Italia 2012, Drammatico/documentario – durata 76 min.)

Nella sezione di Alta Sicurezza del carcere di Rebibbia il regista Fabio Cavalli prova il “Giulio Cesare” di Shakespeare: come attori ci sono i detenuti, dei quali alcuni segnati dal “fine pena mai”. Quotidianamente, nelle celle, nei locandina[1]cubicoli dell’ora d’aria, nei bracci del penitenziario, il film documenta le cadenze oscure delle giornate dei reclusi e di come, attraverso prove che sempre più li coinvolgono nel profondo, s’innerva di forza e di vita la pagina del grande testo shakespeariano, fino al successo della messa in scena, davanti ad un pubblico, nella sala teatrale di Rebibbia. «Ora questa cella», dice uno dei detenuti dopo la recita, «è diventata una prigione». Il film, in realtà, è riuscito a trasformarla in qualcos’altro. Il ring dove combattere per dimostrare che nessun reato può privare nessuno di un riscatto. Un esempio vivo e concreto di come sia possibile utilizzare il potere trasformativo dell’arte per favorire la ricomposizione delle relazioni sociali, per sostenere processi di riconciliazione di comunità e per essere capaci, a livello individuale e collettivo, di pensare il cambiamento. «L’arte per chi ha commesso gravi crimini diventa non solo uno strumento di crescita e rinascita ma può essere anche uno strumento di lavoro per il futuro. Una speranza in più» (Cosimo Rega, detenuto attore).

Intervengono:

Dott.ssa Rosetta Noto

Responsabile Area Educativa della Casa Circondariale di Ragusa

Gianni Battaglia

Regista e attore

Gianni Guastella

Musico-terapeuta

 

Lunedì 12 gennaio  (Teatro Naselli – Comiso, ore 19.30)

BIANCA COME IL LATTE, ROSSA COME IL SANGUE

di Giacomo Campiotti (Italia 2013, Commedia/drammatico/romantico – durata 102 min.)

Tratto dall’omonimo romanzo di Alessandro D’Avenia, il film racconta in prima persona la storia di Leo, adolescente irrequieto e vulnerabile, che stenta negli studi, mentre trascorre le sue giornate tra amici, calcetto e musica. Il tempo a scuola non passa mai e gli insegnanti sono visti come “una specie protetta che speri si estingua definitivamente”. Per lui la vita può averelocandina[3] solo due colori, il bianco e il rosso: il bianco del nulla e il rosso dell’amore. Rosso è anche il colore dei capelli di Beatrice, la ragazza di cui è innamorato e verso la quale non trova il coraggio di manifestarsi. Quando finalmente riesce a parlare con lei, scopre che sta vivendo un grande dolore. E per questo Leo si troverà a crescere e fare delle scelte, appoggiato inaspettatamente da persone sulle quali non avrebbe mai sperato… Un ritratto fedele ed originale della forza creativa insita negli adolescenti e della loro capacità di sperare e ambire a cose alte. Quanto adulti, educatori, amici sanno farsi attenti e compagni nei confronti di tali aneliti di costruttiva speranza? Quanti ricordano, con Giovanni XXIII, che “la vita è la realizzazione del sogno della giovinezza”?

Intervengono:

Rappresentanti del mondo della scuola

Giovani volontari

Gruppo “Giovani Volontari” di Comiso (Ass. Calicantus)

Anna Maria Calzolaro e Agata M. Pinkosz

Missionarie dell’Immacolata padre Kolbe

 

Lunedì 19 gennaio  (Teatro Naselli – Comiso, ore 19.30)

LA MAFIA UCCIDE SOLO D’ESTATE

di Pier Francesco Diliberto (Italia 2013, Commedia/drammatico – durata 90 min.)

Crescere e amare nella Palermo della mafia. Un racconto lungo vent’anni attraverso gli occhi di un bambino, Arturo, che diventa grande in una città affascinante e terribile, ma dove c’è ancora spazio per la passione e il sorriso. La mafia uccide solo d’estate è, infatti, una storia d’amore che racconta i tentativi di Arturo di conquistare il cuore della sua amata Flora, una compagna di banco di cui si è invaghito alle elementari e che vede come una principessa. Sullo sfondo di questa tenera ma divertente storia, scorrono e si susseguono gli episodi di cronaca accaduti in Sicilia tra gli anni ‘70 e ‘90. Un modo nuovo di raccontare la mafia. Un film che dissacra i boss e restituisce file-06683-media[1]l’umanità dei grandi eroi dell’antimafia. Un sorriso ironico e mai banale sugli anni terribili degli omicidi eccellenti. Perché nel quotidiano la catastrofe non la si può evitare, quando deflagra violenta e totale, decisa da altri e messa in moto da mani occulte: ma dalle macerie si può far uscire qualcosa, lavorando sull’onesta condivisione del dolore e la memoria.

Intervengono:

I dirigenti scolastici della città di Comiso

Insegnanti, genitori e alunni

Dott. Claudio Maggioni

Giudice al Tribunale di Ragusa

Dott.ssa Stefania Pace

Associazione “Libera” – Ragusa

 

Lunedì 26 gennaio (Multisala Golden – Vittoria, ore 19.30)

VIGILIA DELLA GIORNATA DELLA MEMORIA

ANITA B.

 di Roberto Faenza (Italia/Ungheria 2014, Drammatico – durata 90 min.)

Cosa è accaduto ai sopravvissuti dei campi di sterminio? Chi sono? Come vivono? E quanto amore, quanta speranza c’è ancora nel cuore, nonostante gli orrori patiti? A queste domande prova a rispondere Anita B., che consegna alla famiglia che la ospita il suo essere sopravvissuta, un senso di fragilità insieme a un coraggio irriducibile. È lei a testimoniare a chi gli sta intorno, non la violenza di Auschwitz, ma il motivo perché essa non debba mai essere cancellata. Ma le persone intorno alla protagonista sono distratte, senza voglia di ascoltare o di domandarsi il perché di certe ferite inferte da un2015-01-25-175535238606-anita_b.jpg.800x700_q85[1] male gratuito: l’enigma di  uomini che rimuovono il passato per paura di affrontare il presente ancora insanguinato. Ma la speranza riesce sempre ad affondare le sue radici tra le pieghe dolorose del tempo fino a toccare il mistero della vita e ad aprire allo stupore di una nuova nascita… Riusciamo a cogliere il suo invito?

Intervengono:

Rappresentanti del mondo della scuola

Prof.ssa Lella Colombo

Esperta di Shoah

Dott.ssa Delizia Distefano

Ufficio pastorale familiare – Consultorio familiare di Vittoria

 

Lunedì 9 febbraio (Multisala Golden – Vittoria, ore 19.30)

SERAPHINE

di Martin Provost (Francia/Belgio 2008, Biografico/drammatico – durata 125 min.)

Senlis 1913. Una modestissima governante, che per una ricca famiglia del luogo svolge le più umilianti faccende domestiche, si rintana nella notte nella sua piccola mansarda, al lume di una lampada a petrolio, cantando salmi e inni spirituali. Ha preso del sangue in una macelleria, scavato la terra da un piccolo corso d’acqua, raccolto bacche dai cespugli del bosco. È una speziale? Una strega che usa quelle sostanze per i suoi riti magici? Niente di tutto ciò, Seraphine è una pittrice, autodidatta, che utilizza la terra, il sangue, le bacche per dipingere i suoi quadri. Ma la sua mente è destinata a smarrirsi, così la distanza con i suoi vicini del villaggio ad aumentare fino alle estreme conseguenze… La vera storia di un’antesignana dell’arte Naif, Seraphine De Senlis, che ha osato sperare fino alla follia: è così che l’arte si fa dramma e 220px-Seraphineposter[1]testimonianza di amore. Una provocazione alla “normalità” borghese senza più desiderio, alla cecità di chi ha rinchiuso la speranza nei luoghi comuni, negli orizzonti corti, in sguardi privi di stupore, in vite sempre più povere dell’essenziale.

Intervengono:

Dott.ssa Teresa Palma

Presidente della Cooperativa “Ozanam” di Vittoria

Marco Iacono

Operatore sociale presso la casa famiglia per disabili mentali di Vittoria

Anna Maria Calzolaro e Agata M. Pinkosz

Missionarie dell’Immacolata padre Kolbe

Testimonianze

 

 

 

Festa della Sacra Famiglia di Nazaret.

Un concerto, in particolare, di meditazione quello di giorno 28 dicembre, alle ore 20.00, presso la Chiesa della Sacra Famiglia.
Una serata organizzata, in occasione della festa della Santa famiglia di Nazaret, dall’Ufficio di Pastorale Familiare e dall’Ufficio per l’Educazione Cattolica, la Cultura, la Scuola e l’Università della Diocesi di Ragusa, che hanno curato i testi dell’esecuzione, in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus”.
Al momento musicale hanno partecipato il Coro Jubilate Gentes, diretto dalla M° Giovanna Rizza e, Milena Nobile, interpretatrice dei brani.
L’ingresso è stato libero e aperto a tutti.

Famiglia: Comunità d’Amore

Locandina_Concerto_Famiglia_28-12-2013Un concerto, in particolare, di meditazione quello di giorno 28 dicembre, alle ore 20.00, presso la Chiesa della Sacra Famiglia.
Una serata organizzata, in occasione della festa della Santa famiglia di Nazaret, dall’Ufficio di Pastorale Familiare e dall’Ufficio per l’Educazione Cattolica, la Cultura, la Scuola e l’Università della Diocesi di Ragusa, che hanno curato i testi dell’esecuzione, in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus”.
Al momento musicale hanno partecipato il Coro Jubilate Gentes, diretto dalla M° Giovanna Rizza e, Milena Nobile, interpretatrice dei brani.
L’ingresso è stato libero e aperto a tutti.

Vittoria PEACE FILM FEST

pieghevole-festival-internoIl Centro Studi di Spiritualità e Cultura “Calicantus” e l’Ufficio per la Cultura hanno contribuito alla realizzazione della prima edizione del “Vittoria Peace Film Fest”, organizzata da G. & G. Cinema-Teatri-Arene, in collaborazione con il Cineclub d’Essai. Il festival cinematografico della pace si è svolto a Vittoria, dal 16 al 18 dicembre, con la partecipazione di un pubblico numeroso, soprattutto di giovani studenti a cui sono stati rivolti diversi momenti in programma. L’obiettivo dell’iniziativa è stato quello di interrogarsi sul significato della parola pace, sulla giustizia sociale, sulla non-violenza, sulle pari-opportunità, sulle sfide dell’interculturalità, nella consapevolezza che anche il cinema costituisce uno strumento educativo e formativo. Il dott. Giuseppe Di Mauro, presidente dell’associazione Calicantus, ha incontrato, martedì 17 dicembre, gli studenti delle quarte classi dell’Istituto Psico-pedagogico di Vittoria per riflettere sulla pace e sull’intercultura sollecitando ad un impegno fattivo e costruttivo.

ORIZZONTI DI CORRESPONSABILITÀ ANNO PASTORALE 2013/2014

Ritorna, per l’anno pastorale 2013-2014, l’iniziativa cinematografica promossa dall’Ufficio per la Cultura della Diocesi di Ragusa con un nuovo percorso di cinema d’autore dal titolo “Orizzonti di corresponsabilità”.

Il percorso, composto da sei film d’autore, corredato di schede di approfondimento e di dibattiti, intende affrontare diversi aspetti della corresponsabilità: la dimensione relazionale dell’essere umano, l’appello dell’altro alla coscienza, la responsabilità di coppia, di famiglia, di giovani, di educatori e di cittadini, l’impegno in una politica di valori, la solidarietà, gli ostacoli e le radici del male, le scelte di vita e il discernimento per la giustizia, il “prezzo” dell’amore.
Nel contesto attuale, particolarmente povero di valori e di senso, urge sempre più riscoprire quell’inesauribile dono di senso dato dall’istituzione della responsabilità radicale: non la responsabilità come «responsabilità per l’io», bensì come «responsabilità indeclinabile per l’altro», anteriorità e priorità sull’io, in specie quando si presenta sotto le vesti del povero, dello straniero, del sofferente.
Le proiezioni cinematografiche saranno precedute da una presentazione del tema generale della rassegna e del film della serata e, per concludere, saranno seguite da dibattiti opportunamente guidati.
L’invito è rivolto particolarmente ai giovani ed a quanti ricoprono ruoli educativi.
L’ingresso è libero e aperto a tutti.
Il percorso “Orizzonti di corresponsabilità” è stato organizzato in collaborazione con il Centro Studi di Spiritualità e Cultura Calicantus e la Cattedra di dialogo tra le culture.

I films in programma
Lunedì 18 novembre (Teatro Naselli – Comiso, ore 20.00)
NOI SIAMO INFINITO
di Stephen Chbosky
(USA 2012, Drammatico/romantico – durata 102 min.)3748262_255406[1]
Basato sull’acclamato romanzo di Stephen Chbosky, anche regista del film, “Noi Siamo Infinito” é una storia profonda e coinvolgente sulle difficoltà di essere adolescente e di trovare il proprio posto nel mondo. Charlie, intelligente, ma timido e insicuro, osserva il mondo intorno a sé tenendosi in disparte. L’incontro con Sam, della quale s’innamora, e con il suo impavido fratellastro Patrick, lo aiuterà a scoprire nuove amicizie, il primo amore, le prime feste e a coltivare il sogno di diventare scrittore. Una storia capace di interrogare tutti, genitori, insegnanti, educatori e giovani adolescenti, sul proprio ruolo di responsabilità in questo mondo.

Lunedì 25 novembre (Teatro Naselli – Comiso, ore 20.00)
ALMANYA. LA MIA FAMIGLIA VA IN GERMANIA
di Yasemin Samdereli
(Germania 2011, Commedia – durata 101 min.)
Attraverso una narrazione tra tragico e grottesco, l’occhio del contadino turco 48794[1]musulmano Huseyn racconta la storia dell’emigrazione della sua famiglia nella Germania degli anni Sessanta, perplesso di fronte a ettolitri di coca-cola e a crocefissi che gli appaiono come cadaveri sanguinanti. È la storia della difficile ricerca d’identità di una famiglia turca che, pur ben salda nelle proprie radici culturali, stenta a ridefinirsi dentro il quadro socio-culturale tedesco. Dinanzi alle recenti e drammatiche notizie di cronaca, è bene tentare di comprendere il punto di vista e il vissuto dell’altro, in specie quando straniero e fuggitivo da una realtà nazionale esasperata, per poter davvero rispondere ai suoi reali bisogni. Produttivi saranno senz’altro i paralleli con l’attuale situazione italiana. Un film che presenta uno dei tanti volti della corresponsabilità.

Lunedì 20 gennaio (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 20.00)
THE LADY
di Luc Besson
(Francia/Gran Bretagna 2011, Drammatico – durata 145 min.)
La straordinaria storia dell’attivista birmana Aung San Suu Kyi, premio Nobel per la pace nel 1991, tornata libera dopo oltre vent’anni di arresti domiciliari, il 13 novembre 2010, e di suo marito, l’inglese Michael Aris. Nonostante la distanza, le lunghe separazioni e un regime particolarmente ostile, l’amore trathe-lady-01[1] la donna leader del movimento democratico in Birmania e suo marito, durerà sino alla fine. Una storia di dedizione e di umana comprensione all’interno di una situazione politica convulsa, che ancor oggi persiste, ma anche il racconto di una scelta terribile, quella tra la fedeltà alla propria battaglia e l’amore per il compagno. Un film sull’importanza dell’impegno comune, sulla lealtà nell’azione politica, sul senso di responsabilità di fronte ai ruoli assegnati dalla storia e sulla corresponsabilità della protagonista e di chi condivide i suoi ideali nei confronti della Birmania.

Lunedì 27 gennaio – GIORNATA DELLA MEMORIA
(Multisala Golden – Vittoria, ore 20.00)
LA ROSA BIANCA
di Marc Rothemund
(Germania 2005, Drammatico – durata 117 min.)

Quando anche l’istituzione universitaria viene imbavagliata, smette cioè di essere veicolo di confronto nonché di libera circolazione di idee, non può certamente essere la responsabilità di un singolo la causa di tale atrofizzazione locandina[2]antropologica e culturale. Deve esserci una forte corresponsabilità alla base; un sistema ben congegnato dove ognuno svolge, più o meno consapevolmente, il proprio ruolo, affinché venga preservato e difeso il presunto ordine costituito. E perché tale architettura solida e perversa, basata ora sul consenso ora sull’obbedienza a qualsiasi costo, possa essere combattuta, non bastano le idee, pur necessarie, di un singolo, ma una corresponsabilità altrettanto forte, ed in questo caso impiantata sui valori cristiani, da richiedere persino il sacrificio maggiore: la vita. Un film su una pagina di storia poco nota di giovani cristiani ribelli alla dittatura nazista e che invita a riflettere sulla banalità del male (cfr. H. Arendt).

Lunedì 10 febbraio (Cinema Lumiere – Ragusa, ore 20.00)
CARNAGE
di Roman Polanskj
(Francia/Germania/Polonia/Spagna 2011, Commedia – durata 79 min.)

Quando per una serie di circostanze infelici le situazioni precipitano in spirali di cattiveria, odi, rancori e stupidità, soltanto attraverso piccoli e autentici 1nhY2l0SffJ5nK8FaeiRaMblN3d-999x1499[1]gesti, quali il perdonare e il comprendersi, può intraprendersi un cammino di riappropriazione della vita e dei suoi più preziosi valori. Dinanzi a generazioni di cinquantenni privi di codici morali, forse soltanto la semplicità dei bambini, aurora di nuove generazioni, riesce a ristabilire l’ordine naturale delle cose, la pace. Un’implacabile operetta morale sul fallimento clamoroso dei migliori proponimenti di pace, sull’ incapacità di trovare un minimo accordo su ciò che è giusto fare, o al limite anche solamente su ciò che è giusto dire, sul trionfo dei peggiori istinti, all’interno di un quadro sociale dove nessuno spazio è più lasciato al prendersi cura della propria anima e dell’altro, alla speranza di un mondo migliore. Il film è una lezione da parte del grande maestro polacco sull’importanza della corresponsabilità nell’educazione dei figli e più in generale per la vita delle famiglie e della società. Una corresponsabilità che non può prescindere da una corretta e leale comunicazione.

Lunedì 24 febbraio (Multisala Golden – Vittoria, ore 20.00)
È STATO IL FIGLIO
di Daniele Ciprì
(Italia 2012, Comico/Drammatico – durata 90 min.)

Il regista palermitano declina al passato una tragedia moderna intorno all’uomo agito solo dalla sua volontà di godimento, senza limiti, senza vincoli. Il Nicola di Toni Servillo incarna un’umanità squassata, sgretolata, irriducibilmente comico-tragica, che desidera un appagamento immediato, assoluto, privo di ancoraggi slocandina[1]imbolici e destinato a condannare la propria prole. L’amara denuncia di una mentalità stratificatasi nei secoli che tenta imporre la propria legge sopra la norma sociale e che rende l’uomo schiavo di se stesso e del suo stesso male. Una lezione amara sulla corresponsabilità di scelte superficiali dalle conseguenze tragiche. Quale speranza quando i germi di questa mentalità prolificano in tutti i settori sociali? Quale impegno politico quotidiano, quale risposta audace contro il pericolo mafioso?
Il film sarà presentato e commentato dal regista Daniele Ciprì.